fbpx

Anche quest’anno il Natale è arrivato per la gioia dei più piccoli. Il Natale è la festa forse più amata al mondo, ed è anche una imperdibile opportunità di business poiché si sa che a Natale siamo tutti più buoni e soprattutto più propensi all’acquisto, se non solo per riempire di doni parenti e amici.

Il Natale arriva anche sui social network e ogni impresa deve prepararsi per il tanto atteso evento con una strategia di marketing forte ed efficace. I consigli da seguire sono tanti ma qui ne citeremo solo 5, quelli che riteniamo tra i più interessanti.

  • Immergetevi completamente nello spirito del Natale

Non importa quanto non amiate questa festa, o non la sentiate vostra, per un’azienda ciò che conta è immergersi completamente nello spirito natalizio. Modificate il vostro sito web, il vostro facebook e il vostro twitter con uno sfondo natalizio e una grafica festosa, Oppure azzardatevi a cambiare lo slogan del vostro brand per abbinarlo alle festività natalizie. Questi piccoli accorgimenti sono molto amati dai consumatori.

  • Pubblicate il “dietro le quinte”

Non dovete mai aver paura di mostrare la vostra cultura aziendale. La trasparenza è il miglior modo per comunicare con il consumatore, dunque umanizzate il vostro marchio con foto dei colleghi o degli addobbi in azienda. Agli utenti piace conoscere chi c’è dietro un marchio, e ciò aiuta la loro fidelizzazione al brand.

  • Non limitatevi alle offerte

Le offerte sono ottimi strumenti di marketing: a chi non piace poter ottenere più di quanto speso? Ma le offerte non sono tutto. E’ statisticamente provato che un utente è più propenso ad acquistare prodotti di un determinato brand dopo averlo seguito online. Perciò le offerte saranno anche importanti, ma ancora di più è coinvolgere il consumatore prima che questo acquisti. Come coinvolgere gli utenti? Concorsi e lotterie sono degli ottimi espedienti soprattutto in periodo natalizio.

  • Fate divertire gli utenti

Condividete curiosità o storie sul Natale, oppure chiedete all’utente di condividere le sue, o ancora fornite consigli su come rendere le loro vacanze memorabili. In questo modo potrete vedere come il rapporto con la vostra clientela si rafforzerà rapidamente e ciò presto si convertirà non solo in una vendita per questo Natale, ma per tanti altri che verranno.

  • Monitorate le vostre attività

Qualsiasi azione si svolga, una regola vale sempre: monitorare la propria strategia. Un buon monitoraggio, attento e minuzioso, aiuta a capire cosa ha avuto successo e cosa no. L’offerta era allettante? La quantità di giorni era eccessiva? Il messaggio ha funzionato?

Che dire? Il Natale è ormai alle porte, speriamo che Babbo Natale quest’anno ci lasci sotto l’albero un’ottima strategia di social media marketing.

Se vi interessa approfondire l’argomento e scoprire le tecniche più appropriate di social media strategy da adottare, partecipate al nostro corso di social media content marketing.

Buon Natale a tutti!

I social network, attualmente, dominano la vita della maggior parte della popolazione. Ognuno di noi possiede un account su almeno un social e vi accede più volte al giorno. Secondo le statistiche il network più utilizzato soprattutto in Occidente è Facebook, ma anche Twitter ha la sua buona fetta di utenti. Quali sono le peculiarità di questi due colossi? Quando conviene puntare più sull’uno o più sull’altro nell’ambito del proprio business?

Analizziamo le peculiarità e le differenze dei due social network in termini di utenti attivi, di conversione, di dati demografici e così via…

Facebook e twitter: differenze

La prima differenza che salta all’occhio è che facebook predilige i dettagli e le informazioni, twitter la sinteticità e la semplicità. Questo porta alla realizzazione di strategie di comunicazione diametricalmente opposte sui due social. Su facebook si punterà sulle immagini, sui video, sul raccontare il brand, mentre su twitter ci si dedicherà maggiormente a comunicati “ansa” con adeguata scelta degli hashtag.

Facebook e twitter: utenti attivi mensili

la seconda importante differenza è sta nel numero di utenti attivi ogni mese. Facebook ne registra circa 1.23 mld, mentre twitter 232 mln. La differenza in questo caso è sostanziale, non si può negare che facebook sia molto più diffuso e questo può indurre un’impresa a scegliere di creare un account su questo social piuttosto che su twitter.

Facebook e twitter: tasso di conversione

Converte più facebook o twitter? Forse questa è una delle domande che chiunque lavori nel settore si è posto almeno una volta. Ebbene, in questo caso i due social sono pressoché alla pari. Circa il 70% dei fan della pagina ufficiale su facebook e dei seguaci dell’account twitter sono disposti ad effettuare alemno un acquisto  presso il marchio in questione  trasformandosi in clienti effettivi. Dunque non è vero che Facebook non converte, ma ancora di più non è vero che twitter converte ancora meno.

Facebook e twitter: età e sesso degli utenti

Se i due social sono molto distanti per numero di utenti, sono invece molto simili per quanto concerne il sesso degli stessi. La maggior parte degli utenti di facebook e di twitter sono infatti donne in entrambi i casi, anche se in percentuale leggermente superiore per twitter. Dunque cosa possiamo dedurre? Che un marchio di abbigliaamento femminile o accessori per cucine o di tutto ciò che vede nelle donne il proprio target principale, non deve sottovalutare la potenzialità di twitter.

Per quanto riguarda invece l’età, gli utenti sembrano essere leggermente più adulti su facebook (dai 30 ai 50 anni) e più giovani su twitter, questo significa che se il nostro target è costituito da uomini intorno ai 45/50 anni allora twitter potrebbe non essere un canale particolarmente adatto. Ciò non vieta di creare un account su questo social ma bisogna tener a mente che sarà bene non utilizzarlo come canale di comunicazione principale.

Facebook e twitter: interazione

Anche il tipo di interazione tra i due social diverge in diversi punti. Su Facebook si crea molta più interazione con le domande, cosa che non accade su twitter, e mentre sul primo funzionano meglio le foto, sul secondo è preferibile puntare sui link esterni che ricevono una quantità di click 6 volte superiore a quella riscontrabile su facebook.

Facebook e twitter: efficacia del social media marketing

Se facebook e twitter registrano lo stesso potenziale di vendita, è pur vero che una strategia di social media marketing sembra essere più efficace sul primo che non sul secondo. Infatti la percentuale di vendite effettive generate su facebook sono leggermente superiori a quelle generate su twitter, probabilmente a causa del format molto più rapido di questo social, dove una notizia diventa già vecchia dopo qualche minuto.

Facebook o Twitter? Conclusioni

In definitiva potremmo dire che in linea di massima facebook si presta bene per:

  • promozione di prodotti
  • comunità e gruppi di interessi
  • giornali
  • politica
  • aziende locali

Twitter dal canto suo sarà scelto per:

  • scienza e tecnologia
  • informazioni e notizie
  • attività sportive
  • politica (ben si presta ad entrambi i social)
  • personaggi famosi (ben seguiti tuttavia anche su facebook)

Gennaro Guida , Ceo Estensa, Sabato 13/12/2014 ha relazionato sui processi di INTERNAZIONALIZZAZIONE DIGITALE al tavolo di discussione “Made in Sud” durante l’evento http://officina.campaniainsieme.it presso il Museo Pietrarsa a Portici (Na).
Il tavolo Made in Sud, uno dei temi principali della manifestazione, ha avuto oggi una maggioranza di esperti del settore agricoltura e vitivinicolo che hanno tutti espresso un parere comune : nella nostra Regione è evidente un grave deficit nel campo della Comunicazione a supporto di tutte le produzioni primarie e di prodotti di eccellenza della Campania.
Il parere del direttore generale di Estensa si è concentrato sulla valenza degli strumenti strategici utili alla ripresa ed alla “riconquista” dei mercati, il nuovo modo di comunicare e le strategie che adoperano le tecnologie web partendo dallo studio approfondito dei casi di successo.
Il coinvolgimento di questi nuovi mezzi a supporto dello sviluppo “commerciale” delle nostre produzioni locali chiede però la conoscenza e l’applicazione concreta delle logiche di impresa “internazionale” indispensabili  per affrontare queste sfide :
– La formazione all’utilizzo delle nuove tecnologie web
– La conoscenza dei territori, del pricing e delle regole dei mercati esteri in cui si vuole trovare uno sbocco commerciale
– La conoscenza delle lingue, ovviamente inglese in primis, e l’integrazione graduale di interpreti in azienda
– Il coinvolgimento dei giovani come propellente allo sviluppo ed all’utilizzo delle nuove tecnologie
– La presenza nelle fiere nazionali ed internazionali
– La conoscenza delle strategie di Lead Generation internazionale
– La corretta applicazione delle logiche di commercio elettronico b2b
– La capacità di analisi dei dati
Inoltre il tavolo di discussione sui temi dello sviluppo dei prodotti “made in campania”  e della produzione locale richiedeva di esprimere attività propositive alla futura Regione Campania ,ed è stata espressa l’idea di creare centri di competenza nei singoli territori, centri di competenza che conoscano il territorio e siano CAPACI di aiutare concretamente nella programmazione della produzione, delle azioni di marketing e dello sviluppo delle vendite, centri di competenza composti da uomini e donne qualificati, che provengano da casi di successo e  che possano dare un vero contributo allo sviluppo con alle spalle la forza e gli investimenti della Regione Campania.
Inoltre per la diffusione e la conoscenza delle nostre tipicità e produzioni di eccellenza, sempre secondo il modesto parere di Gennaro Guida, sarebbe utile valutare da parte della futura Regione Campania la presenza stabile nei principali paesi esteri di centri di divulgazione delle ns. produzioni agroalimentari,vitivinicole ed artigianali , centri che protrebbero consentire attraverso “l’esperienza” di vedere e toccare con mano e sopratutto provare la bontà dei nostri prodotti.
In tutto questo contesto la rete (il web) con le strategie di INTERNAZIONALIZZAZIONE DIGITALE renderebbe in molti casi profittevole qualsiasi iniziativa concentrando lo sforzo sulla generazione di relazioni commerciali, la vendita e la divulgazione delle ns. produzioni.

Per info www.internazionalizzazionedigitale.it

Spesso le aziende non sono disposte ad investire sui social network, perché non credono nel loro rendimento in termini monetari.

Sarà difficile da credere ma invece i social possono rendere molti soldi se utilizzati nel modo giusto.

Il primo trucco è usare la creatività! Sia nel caso di un semplice post che di una più complessa campagna, gran parte del successo dipende dalla creatività del progetto. La creatività serve per attirare l’utente e portarlo sul sito, ma non finisce qua! E’ vero che poche volte queste visite si trasformano poi in un acquisto diretto.

Tuttavia, se questi stessi visitatori tornano il giorno dopo o due settimane dopo sul sito e decidono di fare un acquisto, non sarebbe tale acquisto per il cliente un rendimento per l’azienda generato dal social network?

Ebbene sì, i social possono generare dei ritorni economici. Ciò che conta è trovare una strategia per misurare il ritorno dei social media sugli investimenti (ROI).

Perché misurare il ROI?

Il ROI è la prova che le attività di marketing che state svolgendo sono più o meno utili. E’ importante misurarlo per capire se la strategia adottata è giusta, se occorre proseguire in una certa direzione o è meglio apportare dei cambiamenti. Un’azienda calcola regolarmente il suo ritorno sugli investimenti ma nel mondo del web, bisognerà tener conto di fattori estranei alla realtà offline che ora andremo ad analizzare.

 Vediamo i quattro passi per una efficace misurazione del ROI.

  • Impostare una Social Media Strategy

Il ROI può essere misurato in diversi modi: attraverso acquisizione di nuovi clienti, lead generation, i click, le entrate ecc. Tutto dipende dagli obiettivi che si vogliono raggiungere. Prima di poter monitorare e misurare il ROI, è necessario fissare gli obiettivi in modo da sapere quali sono i fattori da prendere in considerazione. Se l’obiettivo è acquisire nuovi clienti o generare un aumento della domanda, il ROI si misurerà in base al numero di richieste di informazioni, di appuntamenti o anche di preventivo.

  • Scegliere le piattaforme giuste

Gli obiettivi di social media e le strategie conseguenti devono essere allineati con le piattaforme utilizzate. Alcune categorie di utenti si trovano principalmente su Twitter, altre su Facebook, Pinterest o Instagram. Bisogna capire dove il proprio pubblico trascorre il suo tempo per avere successo.

  • Monitorare le campagne

È necessario tenere traccia del tempo trascorso, del costo degli annunci, delle campagne effettuate. Per fare ciò esistono una serie di strumenti come Socialbakers, HootSuite (che non è solo per la programmazione), Social Mention (che consente di monitorare il sentimento, tra le altre cose) e bitly (che consente di personalizzare i link accorciati in modo da poter tenere traccia di tutto ciò che si condivide). Bisogna poi determinare i risultati di ogni attività svolta ricorrendo a strumenti come Google Analytics oppure UberVU.

  • Verifica dei risultati

Una volta raccolti tutti i dati statistici visti sopra, è possibile calcolare il ROI e determinare quanti risultati sono stati raggiunti per ogni risorsa impiegata così da capire che cosa ha funzionato e cosa no.

Come si misura il social media ROI con Google Analytics?

Google Analytics è uno degli strumenti di google più utile qualora si voglia determinare il social media ROI. La sua utilità deriva prima di tutto dalla sua capacità di identificare un utente che visita il sito da un social network nella sezione Acquisizione > Canali > Social. In questa sezione possiamo sapere quanti utenti sono giunti sul sito tramite ogni singolo social network (facebook, google plus ect).

La prima cosa da fare sarà segmentare questi utenti in base ai nostri interessi. Cliccando sul tasto “Aggiungi un segmento” in alto a destra sarà possibile evidenziare chi tra gli utenti giunti sul sito tramite il social ha eseguito una certa azione, per esempio “Ha effettuato un acquisto” oppure “Ha effettuato una conversione” o “Si è collegato da smartphone” ect. Selezioneremo il segmento che più ci interessa cliccando poi il tasto “Applica”. Ipotizziamo di aver scelto il segmento “Ha effettuato un acquisto”, a questo punto possiamo vedere quanti degli utenti giunti sul sito da facebook o da google plus o da twitter hanno acquistato.

A questo punto occorrerà raccogliere i dati che Google Analytics ci mette a disposizione, confrontarli con gli obiettivi che ci siamo prefissati e calcolare il ROI.

Qual è la formula per calcolare il social media ROI?

Il ROI non è altro che il ritorno di un investimento, non è altro che un acronimo per indicare la formula tradizionalmente usata per calcolare la profittabilità del capitale investito. E’ un indice di bilancio utilizzato normalmente da un’azienda e prettamente finanziario composto dal profitto lordo meno il costo dell’investimento al numeratore e il costo dell’investimento al denominatore.

Se il nostro obiettivo è sapere quanti acquisti sono stati effettuati tramite facebook, il ritorno sull’investimento dovrà essere così calcolato: acquisti effettuati dagli utenti giunti da facebook (individuabili con google analytics) meno costo dell’investimento (quanto abbiamo speso per promuovere il post su facebook)/ costo dell’investimento.

Voi invece quali strumenti e report trovate più utili?

Continua l’inarrestabile crescita del mobile marketing che nell’ultimo anno ha registrato un incremento del 100%. La grande diffusione degli smartphone e in misura minore dei tablet ha segnato il decollo di questo particolare tipo di marketing che ben si adatta soprattutto per attività come ristoranti, alberghi o pub.

Quali sono le strategie di mobile marketing più efficaci?

Vediamo alcune delle strategie di mobile marketing che in questi anni e soprattutto in Italia hanno avuto più successo e riscontro da parte degli utenti.

  •  I codici QR

Sono in giro dal 1990, ma il loro uso ha visto un significativo incremento solo l’anno scorso. Molti rivenditori ricorrono all’utilizzo di questi codici per disseminare la città di buoni sconto, coupon, o semplicemente per permettere ai cittadini di accedere al sito o ad un video promozionale del marchio con un solo click.

  • Inviare avvisi e notifiche di servizio

Il tempismo è tutto per il mobile. E’ anche vero che ricevere notifiche troppo presto al mattino o durante la cena può solo infastidire, perciò sarà opportuno permettere ai clienti di scegliere come e quando vogliano essere contattati, un po’ come succede con le notifiche push di Instagram.

  • Analizzare i dati dei clienti

E’ utile raccogliere quante più informazioni possibili sugli utenti che si connettono dal mobile, quali posizione, età, dati demografici per poter inviare loro contenuti pertinenti e tempestivi. Per esempio se si è proprietari di un bar e si vuole offrire un aperitivo ad un prezzo speciale sarà utile inviare l’offerta a tutti gli utenti che si trovano nelle vicinanze del proprio locale e che potranno così facilmente raggiungerlo.

  •  Mobile advertising TV

Durante il Super Bowl 2013, la Coca-Cola ha approfittato dell’evento per raggiungere gli utenti mobile con uno spot a tema. Oppure diversi siti di e-commerce hanno sfruttanto ancora di più l’interazione tra tv e smartphone permettendo all’utente di acquistare con smartphone gli oggetti visti o gli abiti indossati nei telefilm mentre questi vanno in onda.

Ovviamente oltre ad una adeguata strategia di mobile marketing non bisogna dimenticare di

  • realizzare un sito responsive
Dato che sempre più utenti navigano con lo smartphone mentre sono in giro o alla fermata dell’autobus, è opportuno realizzare un sito responsive così da agevolarne l’usabilità da parte dell’utente mobile che non perderà tempo ad ingrandire o rimpicciolire lo schermo per leggere un articolo.
  • Realizzare un app mobile
Se avete un’idea o un progetto originale che volete realizzare prendete in considerazione la possibilità di realizzarne un’app per smartphone android e ios per aumentare il valore e la visibilità del brand, condividere più facilmente i propri contenuti con gli utenti, e differenziarsi dai concorrenti se al momento essi non ne posseggono una.

Dunque perché limitarsi al solo sito Internet se possiamo arricchire il nostro brand di un ulteriore biglietto da visita visibile a milioni di utenti come il mobile marketing?