Al giorno d’oggi ogni azienda, ogni brand, necessita di presenza online, con i social ma anche con un sito web. È importante, però, che questi siano curati al meglio per ottenere risultati efficienti e far vivere un user experience fluida a chiunque visiti il sito internet.

Rivolgersi ad una web agency può essere la scelta vincente per ottenere risultati, ma come scegliere quella in grado di soddisfare le proprie esigenze?

Prima di scegliere l’agenzia, è importante capire e prefissarsi gli obiettivi da voler raggiungere attraverso la presenza sul web.

Quali funzioni svolge una web agency?

Una web agency svolge diverse funzioni per aiutare i propri clienti a creare e gestire il loro sito web.
La prima categoria di servizi di web agency riguarda la creazione di siti internet, App per smartphone, servizi digitali interni al sito o soluzioni di e-commerce. Il web però non è solo siti internet, ma tutto ciò che comprende una presenza online. Quello a cui facciamo riferimento è chiaramente anche tutta la galassia dei social network.

La presenza online è diventata fondamentale, ed è qui che entrano in gioco tutte le funzioni di una web agency, concentrate sulle azioni che servono a dare la giusta visibilità ai siti web sui social network e sui motori di ricerca.

Ecco alcune delle principali attività che può svolgere:

  1. Progettazione e sviluppo di siti web: l’agenzia può aiutare i clienti a progettare e sviluppare un sito web personalizzato, utilizzando diverse tecnologie.
  2. Ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO): l’agenzia può aiutare i clienti a ottimizzare il loro sito per i motori di ricerca, in modo che appaia nei primi risultati di ricerca per determinate parole chiave.
  3. Marketing digitale: l’agenzia può aiutare i clienti a creare e implementare campagne di marketing digitale, come la pubblicità sui social media, l’email marketing e la pubblicità sui motori di ricerca (Google e social).
  4. Analisi e monitoraggio: l’agenzia può aiutare i clienti a monitorare e analizzare i dati del sito, come le statistiche del traffico e le conversioni, per aiutare a migliorare le prestazioni del sito.
  5. Manutenzione e supporto: l’agenzia può offrire supporto e manutenzione per il sito web del cliente, per garantire che funzioni correttamente e sia sempre aggiornato.

Come trovare una web agency

Per scegliere la giusta web agency si può iniziare da una ricerca online. È necessario disporre di un elenco da cui elaborare una lista di possibili agenzie da poter prendere in considerazione.
Utilizza Google Maps per controllare e conoscere le web agency più vicine a te.
Una volta che hai un elenco di agenzie di marketing e comunicazione, inizia a esaminarle una ad una per trovare quella giusta per te.

Fatto questo, si inizia un’analisi più profonda, confrontando le varie agenzie e dando un’occhiata al portfolio di ognuna, le collaborazioni e i settori in cui sono specializzate.

Scegliere la giusta web agency è fondamentale per avere un sito che possa essere utile e rispondere immediatamente alle esigenze di nuovi potenziali clienti.

Se cerchi una web agency Napoli, contattaci e scopri quello che da quasi 20 anni offriamo ai nostri clienti.

Talkwalker, piattaforma leader di mercato di consumer intelligence e social listening, per l’ottavo anno consecutivo ha stilato un report annuale su quali saranno i social media trend del nuovo anno.

Sfruttare nuovi trend a proprio vantaggio, è un’ottima strategia per tutti quei brand che desiderano migliorare la propria visibilità.

Novità Instagram

Instagram è il social media definito “ibrido”, quello che sta in mezzo ai boomer delle prime piattaforme (vedi Facebook) e le nuove che stanno spopolando. L’obiettivo di Instagram, con le novità, è quello di coinvolgere in sé più generazioni.

La prima novità si chiama Instagram Notes, che introduce la possibilità di comunicare pubblicamente con gli altri utenti, utilizzando solo il testo e gli emoji.
Gli utenti avranno la possibilità di scrivere una breve porzione di testo, usando un massimo di 60 caratteri tra testo ed emoji, cliccando in cima alla loro casella di posta e selezionando i follower che si seguono.
Dopo aver scritto un testo, questo apparirà nella parte superiore della posta in arrivo per 24 ore, ed eventuali risposte arriveranno in direct.

L’obiettivo con l’introduzione di questa novità, è quello di coinvolgere quegli utenti che stanno uscendo da twitter, sebbene l’interfaccia sia modificata.

Candid stories è la seconda novità Instagram 2023. Candid vuole riprendere la modalità di pubblicazione di BeReal concedendo agli utenti di pubblicare una volta al giorno condividendo un selfie e una foto dalla camera anteriore.
Come accade per BeReal, anche Candid prevede la visualizzazione dei contenuti dei nostri follower solo dopo aver caricato i propri.
Le possibilità di creare le proprie Candid sono 3: cliccando sulle storie, sul feed o sulla notifica giornaliera.

Attualmente questa funzione è attiva solo in Sudafrica ma, gradualmente, arriverà in altri paesi.

La terza novità riguarda i profili di gruppo, ora in fase di test, ovvero un profilo condiviso on gli amici che permetterà di condividere post e Storie, solo pubblicati su questo profilo e non sul proprio e condivisi con gli altri membri del profilo di gruppo.

Questa funzione ha l’obiettivo di richiamare i gruppi Whatsapp e Facebook/Messanger.

Ultima novità, di cui si abbiamo già parlato in questo articolo, riguarda la possibilità di programmare post e storie direttamente dall’app di Instagram senza affidarsi ad app esterne come Meta Business Suite.

Novità Facebook

Dal 2023 Facebook disinstallerà dalla propria app il servizio “Instant Articles”: lanciato nel 2015, permette di accedere rapidamente a siti web che postano link a notizie, senza che dallo smartphone o tablet venga aperto un browser. Il formato, però, non ha mai avuto il successo previsto.

Attualmente meno del 3%  degli utenti è interessato alla funzione Instant Articles. L’eliminazione di questa funzione va sicuramente a discapito dei quotidiani di tutto il mondo che, ormai stroncati nella versione cartacea, cercavano il modo di rilanciare i propri articoli e il proprio sito online.

L’intelligenza artificiale consiglierà più post, lo ha anticipato lo stesso Zuckerberg sottolineando che nel prossimo anno (o forse due) Facebook inizierà a mostrare più contenuti consigliati nel feed. Un po’ come accade su TikTok, che si concentra sul mostrare i migliori contenuti di tutti gli utenti, piuttosto che spingere l’utente a rinchiudersi dentro le proprie reti sociali.

Questa è un’opportunità soprattutto per chi lavora in ottica di brand awareness, stimolando i creator a pubblicare sempre più contenuti per mostrare i propri post ad un pubblico sempre più ampio.

Integrazione degli avatar: permetterà alle persone di familiarizzare sempre di più con il Metaverso stimolando l’utilizzo degli avatar come forma di identità digitale. I personaggi digitali saranno alla base del coinvolgimento nel nuovo ambiente virtuale che potrebbe stravolgere le nostre vite.

Annunci di clic per i messaggi. Le interazioni si stanno spostando sempre di più sulla conversazione nel privato. Gli utenti danno sempre più spazio ai direct message. il “Click to message” potrebbe rappresentare uno strumento irrinunciabile per i marketer, costringendoli a riadattare le proprie strategie promozionali verso una direzione fondata sull’interazione tra marchi e utenti attraverso le app di messaggistica.

Per raggiungere i propri obiettivi, è importante stare al passo con i nuovi aggiornamenti e affidarsi a degli specialisti del web, i quali ti aiuteranno a realizzare i progetti prefissati.
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Ogni anno le novità social sono tante, ma quella che tutti stavano aspettando finalmente è arrivata e riguarda la piattaforma utilizzata ormai da chiunque: la novità instagram riguarda la possibilità di programmare post instagram, programmare reel o caroselli direttamente da app, senza quindi ricorrere ad applicazioni esterne o client di terze parti.

La funzionalità per programmare contenuti era, prima di oggi, disponibile solo attraverso servizi esterni: adesso Meta ha annunciato che la funzione è in arrivo in maniera nativa nell’applicazione mobile per tutti gli account Business.

Insomma, niente più bisogno di “intermediari” o di salvare in bozza i contenuti con il rischio di perderli o cancellarli per errore, tutto si può svolgere comodamente dall’app principale.

Novità Instagram: come programmare i post e i reels su instagram

Come tutti gli aggiornamenti riguardanti i principali social, non tutti arrivano allo stesso momento a tutti gli utenti. Il consiglio è quello di tenere sempre l’app aggiornata alla versione più recente e, qualora non fosse ancora presente, riprovare più avanti.

Come annunciato dalla piattaforma stessa, lo strumento di programmazione sarà attivo per i profili creator e professionali (quindi non lo è per i profili personali) e potrà essere utilizzato per programmare post, reel o caroselli. I contenuti potranno essere aggiornati con un massimo di anticipo di 75 giorni.

La procedura è molto semplice:

  • Dopo aver creato il contenuto e prima di condividerlo, dobbiamo cliccare sul tasto “Funzionalità avanzate”;
  • Se disponibile, appare la feature “Programma post”;
  • Qui è possibile selezionare data e orario in cui vogliamo che il contenuto venga pubblicato;
  • A questo punto possiamo tornare indietro e cliccare sul pulsante “Programma”.

e il contenuto sarà programmato.

Al momento, però, la programmazione non è prevista per le stories. Tuttavia è possibile programmarle dall’app di Meta Business Suite, che è gratuita.
Un vantaggio dell’uso di Meta Business Suite per programmare i post di Instagram è che stai usando una piattaforma che offre una visione d’insieme sugli account che gestisci. Se si seguono più pagine Facebook e Instagram, è possibile spostarsi da un account all’altro in modo molto semplice rendendo più efficiente il lavoro.

La stessa società (Meta) ha affermato di essere già nella fase sperimentale dello strumento e che la capacità di programmare i contenuti (post e Reel) è già disponibile ad una piccola percentuale degli utenti Instagram. Tuttavia, non sono stati forniti dettagli sulla disponibilità globale del nuovo strumento di programmazione dei contenuti.

Nel caso in cui la nuova funzionalità per programmare su Instagram sia disponibile, per visualizzare o gestire i contenuti già programmati, sarà sufficiente recarsi sul proprio profilo, aprire il menù in alto a destra (le tre linee orizzontali) e cliccare su “Contenuti programmati”, la nuova voce che si aggiungerà al menù a tendina in automatico. Nel menu, verranno mostrati i contenuti programmati sotto-forma di elenco, con un’anteprima sulla sinistra e data e ora della programmazione nella zona centrale. Effettuando un tap sui tre pallini posti all’estrema sinistra, poi, si aprirà un ulteriore sotto-menu che consentirà agli utenti di modificare il post, riprogrammarlo, condividerlo immediatamente su Instagram o eliminarlo del tutto.

Per raggiungere i propri obiettivi, è importante stare al passo con i nuovi aggiornamenti e affidarsi a degli specialisti del web, i quali ti aiuteranno a realizzare i progetti prefissati.
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Il 2 Dicembre 2022 dalle 9:30 alle 18:00 all’Hotel Parker’s Napoli si terrà un evento dedicato ai professionisti ed aziende del Wedding: un focus teorico e pratico sugli ultimi aggiornamenti e strategie per la promozione Wedding on line e sui Social Network.

Il nostro team di esperti in Digital Marketing daranno consigli, suggeriranno tecniche di promozione sul web e forniranno tante informazioni in esclusiva a chiunque voglia parteciparvi. Apprendere nuove competenze digitali è il primo passo per crescere a livello professionale e/o aziendale.
Prenota il tuo posto Al Wedding & Digital Update 2022

Programma dell’evento

  • H. 9:30: Accredito ed accoglienza
  • H. 10:00: Wedding Update: cosa serve in futuro per la promozione wedding, app, consigli pratici e strategie. 
    A cura di: Gennaro Guida (Fondatore Wad.it e CEO Estensa.it).
  • H 11:30: Social update : tutte le nuove funzioni di Instagram, Facebook e TikTok da applicare alla promozione wedding.
    A cura di: Giuliana Raso (Social Media Manager & Creator)
  • H 13:00: Q&A – Domande e Risposte
  • H 13:30: Light Lunch
  • H 14:30: Sponsorizzazioni Wedding: come sponsorizzare al meglio i servizi wedding con Facebook Ads e Google Ads
    A cura di: Andrea Fiandra (Ads Manager Senior).
  • H 16:00: Strumenti per la Creatività : Ig stories, reels e tiktok come crearli con Canva & co.
    A cura di: Rosa Bertenni (Social Media Manager & Creator)
  • H 17:30: Q&A – Domande e Risposte
  • H 18:00: Saluti e fine evento

L’evento è stato organizzato da Estensa in collaborazione con VIVIARS / ALL STARS / GRAND HOTEL PARKER’S.

Oggi più che mai si parla di web, collegamenti, rete e condivisione, insomma tutto ciò che sta alla base di ogni sito internet. Ma nello specifico, che cos’è un link​?

Oggi Google, il principale motore di ricerca, dà un ordine ai siti web in base sia alla ricerca effettuata dagli utenti che alle caratteristiche del sito. Tra gli elementi che Google prende in considerazione per valutare un sito ci sono anche i link web. Sia interni che esterni.
I link interni sono quelli che portano ad una pagina dello stesso sito sul quale ci si trova.
I link esterni, invece, hanno come destinazione un altro sito web e in termini di ranking sono quelli che hanno un peso specifico maggiore.

Ci sono vere e proprie strategie di link building finalizzate a migliorare l’autorevolezza di un sito web. La link building non è altro che una tecnica SEO che ha lo scopo di aumentare il numero di link in ingresso a un sito web.

Che cos’è un link: definizione

I link sono il cuore del web, senza di essi internet non sarebbe quello che conosciamo oggi. I link sono le connessioni grazie alle quali le informazioni sono accessibili sempre e da chiunque, ovunque nel mondo. Sono elementi presenti all’interno delle pagine web e sempre visibili sotto forma di testo o di contenuto multimediale, ma si “attivano” solo nel momento in cui l’utente interagisce con essi.
Solitamente definito tramite codice HTML, che attraverso un clic permette di attivare un passaggio da una risorsa a un’altra, come ad esempio tra due documenti o pagine Web.

Significato di link

Il significato di link è contenuto nella parola stessa: vuol dire collegamento, legame, connessione: in effetti, l’hyperlink è un collegamento ipertestuale che aiuta l’utente a spostarsi da un punto A, ovvero la pagina di partenza, ad un punto B ovvero la pagina di destinazione del link.

Esempio di link

Tra i migliori esempi di link, però, ricordiamo che il testo ancora puro resta il miglior modo per realizzare link ipertestuali cliccabili, usabili e facili da riconoscere. I collegamenti ipertestuali possono essere gestiti attraverso anchor text, immagini, elementi dinamici come widget e bottoni Call To Action.
Ecco un esempio di link con testo:

<a href="https://www.example.org">Testo del link</a>

Esempio di link con immagine:

<a href="https://www.example.org"><img src="immagine.jpg" alt="Immagine"></a>

Tipologie di link

Esistono diverse tipologie di link che possiamo incontrare navigando in rete, diversi tra loro per caratteristiche, funzioni e utilizzi.

Il più comune è il text hyperlink, che utilizza una parola o una frase di ancoraggio per indirizzare l’utente verso pagine differenti da quella attuale. Simile al text hyperlink, c’è l’image hyperlink, dove però è l’immagine a essere cliccabile e a guidare verso un altro documento online.

Altri tipi di link sono:

  • Link interni, collegamenti che rimandano ad altre pagine appartenenti allo stesso dominio.
  • Link in uscita, che rimandando ad altre risorse web.
  • Backlink, link in ingresso sul nostro sito, e quindi collegamenti ipertestuali ospitati su un altro dominio che puntano verso pagine del nostro.
  • Ancore interne, grazie alle quali l’utente può andare da un punto ad un altro sulla stessa pagina.
  • Permanent link, che sono gli indirizzi non modificabili delle pagine web.

Si definisce, invece, link assoluto quello che riporta per esteso tutto l’indirizzo del sito, compreso il nome di dominio e l’indicazione del protocollo.

Come si scrive un link in HTML

Sono diversi i modi per creare un link, tutto dipende dall’utilizzo che se ne vuole fare. Per mettere un collegamento in una pagina web bisogna usare il codice HTML. In particolar modo l’attributo a href, una soluzione che consente di creare la connessione tra le due risorse.

In particolare, gli elementi che compongono il link sono due:

  • L’URL della pagina di destinazione.
  • L’anchor text di riferimento da cliccare.

Per aggiungere il codice bisogna usare l’attributo , che serve per passare da un elemento all’altro.

Per raggiungere i propri obiettivi, è importante affidarsi a degli specialisti del web, i quali definiscono una pianificazione strategica per aiutarti a realizzare i progetti prefissati.
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In questi giorni è andato online il nuovo sito web di Leone Camere D’Autore, boutique hotel situato nello splendido quartiere Chiaia di Napoli, a cura di Estensa.

Il suo design riprende e valorizza l’eleganza degli spazi presenti all’interno della prestigiosa struttura, situata a due passi da Piazza dei Martiri.
Le camere e gli ambienti comuni sono curati nei minimi dettagli, impreziositi dagli elementi d’arredo.
La famiglia Leone è da oltre 40 anni leader nell’antiquariato, e ciò ha permesso di arricchire la struttura con decorazioni classicheggianti, porte antiche e pavimenti di altre epoche: un vero e proprio tributo alla bellezza d’interni.

Nella home page è possibile avere un’anteprima della tipologia di camere che l’hotel offre, oltre ad un sistema di booking che in pochi minuti mostra la disponibilità a seconda delle date inserite.

L’obiettivo principale del progetto è quello di offrire all’utente una user experience intuitiva e veloce, inserendo in home page anche i servizi più richiesti quando si prenota un soggiorno: transfer, noleggio auto e guide turistiche. Una user experience ottimale è data anche dai touchpoint di whatsapp e della telefonata immediata, con i quali si avrà in pochi istanti un contatto più diretto con la struttura.
Il sito web è stato realizzato in più lingue: oltre alla versione italiana abbiamo infatti anche quella inglese e tedesca. Grazie ad un semplice click si può passare facilmente da una versione all’altra.

Naviga sul sito di Leone Camere D’Autore per prenotare un’esperienza di soggiorno esclusiva!

Google non smette di stupirci quest’anno con le tante novità che riguardano sia le modalità di raccolta dati, in primis l’introduzione di GA4, sia le campagne pubblicitarie. Vediamo quali sono le news più interessanti che riguardano proprio la piattaforma di advertising Google Ads.

Spazio al machine learning e all’automazione: Performance Max

Con le campagne Performance Max, Google conferma la preferenza nell’uso di automazioni e machine learning nelle sue piattaforme con relativa riduzione del controllo dell’utente. Contando sulla ricerca continua in fatto di algoritmi e data collecting, il gigante di Mountain View, punta ad offrire campagne sempre più ottimizzate dalle macchine che possano offrire stime basate su calcoli complessi relativi ad una immensa mole di dati. La scelta su offerta e canale di pubblicazione è sempre più legata alle probabilità di successo stabilite dagli algoritmi.

Che cos’è Performance Max

Performance Max permette di accedere a tutto il proprio inventario Google Ads da una sola campagna. Con questa campagna l’inserzionista può comunicare il proprio messaggio su rete di ricerca, rete Display e Discover, YouTube e Maps.
Il vantaggio principale di Performance Max è appunto quello di aumentare le performance delle campagne, andando ad ottimizzare il budget con scelte sempre più data driven in fatto di canali, tempi e utenti ai quali mostrare gli annunci.

Performance Max: Funzionalità in fase Beta per il 2022

Questa tipologia di campagna è ancora in fase di sperimentazione e l’efficacia sarà valutabile solo quando tutte le funzionalità usciranno dalla fase Beta, probabilmente a metà 2023. Per ora la campagna Performance Max può essere utilizzata per le campagne di ricerca e quelle Google Shopping.
A breve Performance Max sarà disponibile anche per gli obiettivi local, quelli legati ai punti vendita, e per gli Hotel.

Attribuzione data driven in Google Ads: cos’è e cosa cambia

Se siete proprietari di un account Google Ads o web marketing manager probabilmente avete ricevuto una mail nella quale si avvisava che, a partire da Ottobre 2022, il modello di attribuzione del vostro account sarebbe passato automaticamente a quello basato sui dati, salvo indicazioni contrarie da parte vostra. Il modello di attribuzione di Google Ads è il modello in base al quale la piattaforma attribuisce le azioni di conversione. Fino ad oggi quello predefinito di Google Ads era quella dell’ultimo clic: la conversione viene attribuita interamente all’ultimo clic di interazione con l’annuncio. Con il modello basato sui dati, invece, l’attribuzione viene fatta sulla base dei dati derivanti dalle modalità di interazione dei clienti, andando ad attribuire proporzionalmente il merito tra i vari touchpoints.

Sintesi Vocale per i video Youtube

Da Luglio 2022 Google Ads permette agli inserzionisti di introdurre in modo facile e veloce una voce fuori campo negli annunci video. Perché? Dagli studi effettuati dal colosso americano, l’audio è un elemento fondamentale per l’engagement del pubblico. Ma Google non si limita a darci la possibilità di inserire una voce fuori campo, mette a disposizione un sintetizzatore vocale che trasforma il testo in una traccia audio. Per far sì che la voice over non stoni con l’immagine e l’asset comunicativo del brand sponsorizzato, al momento Google Ads mette a disposizione una selezione di 7 voci (4 maschili e 3 femminili). C’è però una “brutta notizia”, la funzionalità non è ancora disponibile in italiano. Per ora le sintesi vocali che potrete trovare saranno in inglese (statunitense),coreano, filippino, francese, hindi, indonesiano, malese, mandarino, spagnolo e svedese.

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Le attività locali che intendono emergere nel vasto panorama concorrenziale e diventare visibili nei risultati di ricerca Google a livello locale, devono dotarsi di una strategia specifica per il posizionamento sui motori di ricerca: la cosiddetta local SEO

Local SEO: cos’è

La SEO locale è una strategia di ottimizzazione di un sito per apparire nei risultati di ricerca locale sui motori di ricerca. Prima di parlare di come fare local SEO è necessario approfondire meglio quali siano i fattori di posizionamento a livello locale e come Google sceglie cosa mostrare e quando.

Che cosa si intende per ricerca locale?

è quella effettuata da un utente che sta cercando un’attività nelle vicinanze del luogo in cui si trova oppure in una determinata località geografica.

Nel primo caso rientrano quelle ricerche, effettuate tramite smartphone e dispositivi mobili con geolocalizzazione attivata, in cui un utente digita una chiave di ricerca inerente la tipologia di attività come ad esempio ristorante o hotel. In questo caso Google va a restituire una lista di attività che rientrano in quella categoria e che si trovano vicine al punto in cui si trova chi ha effettuato la ricerca.

Nel secondo caso, invece, rientrano quelle query in cui sia presente una parola riferita ad una specifica località geografica, come ad esempio ristorante Napoli o hotel napoli centro.

Come è fatta una pagina di risultati di ricerca locale su Google?

La pagina dei risultati di una ricerca locale di Google  è composta sia dagli snippet standard (i box con titolo della pagina e link ai siti), sia dalle schede my business delle attività con i posizionamenti migliori (in base a quella specifica ricerca per quello specifico utente), sia da risultati di Google Maps. Gli utenti che sono in movimento e che stanno utilizzando il navigatore di Google Maps, nella maggior parte dei casi preferiscono  effettuare la ricerca direttamente dall’applicazione, non passando per la ricerca tramite browser google.

Quali fattori considera Google per il posizionamento nei risultati di ricerca locale?

Pertinenza: il livello di corrispondenza di un profilo dell’attività locale con la ricerca di un utente. Per questo è molto importante inserire informazioni dettagliate sui servizi e sui prodotti che siano scritte sulla base di una corrispondenza con le ricerche effettuate dagli utenti.
Distanza: quanto dista ogni potenziale risultato dalla località ricercata
Evidenza: Notorietà dell’attività. Per il calcolo del punteggio vengono considerati dati presenti sul Web, ad esempio link, articoli e directory. Nel posizionamento dei risultati di ricerca locale vengono considerati il numero e il punteggio delle recensioni Google. Più numerose saranno le recensioni e le valutazioni positive, migliore sarà il posizionamento nei risultati di ricerca locale di un’attività

Perché la Local SEO è importante?

A rispondere a questa domanda è proprio Google che pubblica uno studio dal titolo Understanding consumers’ local search behavior, nel quale appare evidente quale opportunità considerevole sia la ricerca locale per ogni attività. Non si parla solo di intercettare potenziali clienti ma di sfruttare un canale che ha un altissimo tasso di conversione. Ecco alcuni dati:

  • il 56% delle ricerche in movimento hanno intento locale
  • il 50% degli utenti che hanno effettuato una ricerca locale sul loro cellulare hanno visitato il negozio nella stessa giornata.
  • Le ricerche locali ha un tasso di conversione più alto delle ricerche non locali ; Il 18% delle ricerche locali via smartphone conducono all’acquisto entro le 24 ore vs 7% delle ricerche non locali

Se vuoi cogliere tutte le opportunità offerte dalla ricerca locale e cerchi un’agenzia SEO a Napoli, contattaci. I nostri consulenti SEO sono a tua disposizione per iniziare sin da subito ad aumentare la tua visibilità online.

Guida base per la Local SEO

Una volta compresi i vantaggi della local SEO e quali fattori determinano la scelta di Google  vediamo come attuare una strategia efficace di ottimizzazione per la ricerca locale.

Ottimizzazione SEO Mobile First sulle pagine di atterraggio

Da tempo Google ha reso noto che le performance di caricamento e la UX mobile siano fattori che influiscono sul posizionamento delle pagine e dei siti. Per la ricerca locale sono, chiaramente, ancora più importanti visto che quest’ultima viene effettuata nella maggior parte dei casi proprio da dispositivi mobili. La prima azione da intraprendere in una strategia di Local SEO è quindi quella di ottimizzare le pagine del sito in un’ottica mobile first.

La prima cosa da fare è quindi eseguire un’analisi della pagina con lo strumento dedicato di Google: Page Speed Insight. Questo ci restituirà una serie di parametri sui quali dovremo andare a lavorare, qualora non siano soddisfacenti:

  • Core Web Vitals
  • Prestazioni. Un punteggio calcolato in base a diverse metriche di velocità di caricamento di contenuti, script e parti della pagina

A questi va poi aggiunta un’analisi via Google Search Console all’interno dei rapporti sull’esperienza:

  • Esperienza sulle pagine
  • Usabilità sui dispositivi mobili. In questa sezione potete scoprire se il vostro testo è troppo piccolo da leggere, se ha elementi selezionabili troppo vicini tra loro o contenuti più grandi rispetto allo schermo.

Ottimizzazione on-page in ottica Local

La pagina di atterraggio corrispondente alle ricerche degli utenti avrà maggiori possibilità di posizionamento se il suo contenuto sarà pensato, studiato e prodotto per comunicare al motore di ricerca che si tratta di un’attività locale e qual è l’area alla quale si rivolge. In questo caso i tag della pagina andranno ottimizzati andando a pensare quali siano i termini di ricerca degli utenti, andando magari a puntare su parole chiave più lunghe che intercettino utenti che sono interessati a particolari caratteristiche o servizi. Un esempio di tag title per un hotel di Napoli con camere vicino ai principali punti di collegamento con le Isole del golfo potrebbe quindi essere Hotel Napoli vicino al porto al posto del solito Hotel Napoli.

Nel testo della pagina sarà quindi importante inserire tutte le parole chiave che riflettano ricerche specifiche.

Ottimizzazione scheda My Business

La scheda Google My Business è un altro elemento che va a comunicare ai motori di ricerca, in primis Google, il luogo in cui viene esercitata una attività. Per creare una buona scheda My Business, ottimizzata in ottica SEO è importante:

  • Inserire il cosiddetto NAP (Name, Adress, Phone Number) e che questo sia corrispondente a quello del sito
  • Scegliere categoria attinente
  • Caricare foto di alta qualità
  • Curare le recensioni e rispondere alle domande

Iscrizione alle directory locali e OTA

Online sono presenti molti database che raccolgono informazioni sulle attività locali. L’iscrizione a queste ultime è solitamente gratuita ed è un modo per comunicare a Google il carattere locale del business. Inserire il proprio sito web, inoltre, costituisce un’operazione di link building a tutti gli effetti. Quando si crea la scheda della propria attività all’interno di una directory è importante inserire anche una descrizione SEO oriented e scegliere campi di attività affini. In questo modo il motore di ricerca troverà informazioni coerenti online e identificherà con maggiore facilità i servizi offerti. La directory più famosa in Italia è Paginegialle.it.

Per il posizionamento per le ricerche locali nell’ambito del turismo e dei viaggi Google prende in considerazione per il fattore di evidenza anche link ricevuti dalle OTA, le Online Travel Agency; tra le più celebri Booking.com, Airbnb ed Expedia.

L’importanza della SEO e dell’ottimizzazione sui motori di ricerca è ormai universalmente riconosciuta e migliaia di parole sono state dedicate a questo argomento. Il fatto che ogni sito o e-commerce debba, un giorno, confrontarsi con questo aspetto non è più in discussione e, anche i più conservatori, si stanno rivolgendo a web agency per il miglioramento dei propri posizionamenti nei risultati di ricerca. Tra le tante azioni che possono essere messe in campo nell’ambito di una strategia di ottimizzazione e posizionamento c’è la link building. Se cerchi un’agenzia  SEO a Napoli, contattaci; potremo darti informazioni sui servizi e sulle opportunità di ottimizzazione del tuo sito.

Quando si fa link building SEO?

Una volta effettuato un lavoro on-site appropriato, con azioni mirate al miglioramento delle performance Technical SEO del sito e con l’ottimizzazione di contenuti e consolidamento della struttura di link interni, capita di trovarsi di fronte a risultati non eccellenti.

All’interno della SERP (pagina dei risultati di ricerca) la nostra pagina non riesce a salire anche se il nostro sito sembra essere migliore dei competitors dal punto di vista sia informativo che di esperienza dell’utente. A questo punto, quello che si può fare è prendere in considerazioni azioni off-site.

Se, analizzando le pagine con posizionamento migliore, ci si accorge che la quantità e la qualità di link in entrata da siti esterni (backlink) è maggiore della nostra, una delle strategie di SEO off-site può essere la link building. Quest’ultima quindi viene presa in considerazione ad ultimazione e in concomitanza con altre operazioni di ottimizzazione che non vanno mai trascurate. La link building può dare i suoi frutti solo se alla base è presente un sito SEO-friendly e concepito secondo le best practices di Google.

Se alla vostra check list non manca più nulla e volete addentrarvi nello sterminato universo della link building sarà bene prima essere preparati, sapere che cos’è, quali sono i fattori da prendere in considerazione e quali sono le tecniche principali che si possono adottare.

Che cos’è la link building?

Costruire link (collegamenti ipertestuali), detti backlink, che dal web conducano al sito che ci interessa allo scopo di migliorarne il posizionamento online. Perché è importanti avere link? Per rispondere a questa domanda in maniera esauriente dobbiamo andare alla radice della logica che ha ispirato Google e, di conseguenza, tutti gli altri motori di ricerca.

Che cosa vuole Google? Vuole fornire risultati di ricerca pertinenti, informativi e rilevanti per uno specifico utente che sta effettuando una specifica ricerca.

Ma come fa Google a sapere che un articolo online dice la verità e che è affidabile? Come sa che un contenuto è davvero importante?

Visto che non esiste una banca dati delle verità assolute ed incontestabili, il motore di ricerca utilizza la stessa logica del mondo accademico: quella del controllo collettivo. Se riviste e accademici, che a loro volta sono considerati autorevoli, citano un dato contributo, allora quest’ultimo sarà affidabile. Il link o la citazione non sono altro che un riconoscimento di affidabilità di un testo, che sia esso stampato o pubblicato online. Non tutti i link, però, sono uguali.

Come fare link building

Una volta appurato che la link building potrebbe essere la parte che manca alla strategia SEO viene da chiedersi: come si fa a ricevere link? 

Come ricevere link

Per i motori di ricerca la link building si dovrebbe basare sulla ricezione naturale; il gestore di un sito o un qualsiasi utente di un forum dovrebbe semplicemente aver trovato il nostro contenuto e inserire un collegamento ad esso all’interno della propria pagina o contributo. Questo scenario vi sembra surreale? Non lo è così tanto. Occorre lavorare duramente per arrivarci e aver ben chiaro che tipo di valore si vuole offrire alla rete.

Se si è scrupolosi nella definizione di contenuti, si scrive in modo comprensibile, si offre un’esperienza appropriata ma, soprattutto, si offrono risorse originali e davvero ben articolate è possibile ricevere link naturali. Un altro fattore che può influire è la notorietà del brand o dei prodotti che si crea online su piattaforme social e offline. Se quello che facciamo piace i link naturali arriveranno e sarà un ottimo segnale per capire che stiamo andando nella direzione giusta.

Guest post

Il guest post è un articolo scritto da noi che viene ospitato sul blog o sul sito di un’altra persona. Si tratta quindi di una collaborazione occasionale con un altro produttore di contenuti attinenti a quelli da noi prodotti. I blogger sono sempre interessati ad offrire contenuti interessanti per attirare audience e possono essere quindi propensi a ricevere articoli da esperti nel settore che coinvolge i propri utenti.

Contattando gli autori o i gestori di un blog, quindi, è possibile proporre un proprio contributo da pubblicare. In questo modo si avrà la possibilità di ricevere link da un sito che tratta di argomenti affini al nostro o correlati. Se, ad esempio, siete esperti di link building andrete un blog dedicato alla SEO potrebbe essere interessato a pubblicare i vostri articoli per avere contenuti univoci ed unici che saranno premiati da utenti e Google.

Directory

Le directory sono delle piattaforme che contengono dei database di altri siti al proprio interno. Online ne troverete tantissime. Tra le più famose in Italia ci sono Cylex, Freeonline e Pagine Gialle. Questi siti offrono la possibilità gratuita o a pagamento di creare una scheda per la propria attività e di inserire all’interno un link ad essa.

Pubbliredazionale e Article Marketing

In questo caso parliamo di articoli che vengono pubblicati su richiesta su siti esterni solitamente dietro pagamento. Questo tipo di soluzione non è accettata né da Google, né dai motori di ricerca in generale perché la compravendita va ad influenzare i risultati di ricerca e a premiare contenuti non meritevoli. La pubblicazione di un articolo dedicato ad un brand o ad un’attività, chiaramente, non è vietato. La sponsorizzazione online su siti terzi è del tutto legittima ma Google prevede che il link abbia indicazione sponsored oppure  nofollow. Queste indicazioni, presenti all’interno del codice html della pagina, comunicano ai crawler che il link è frutto di una sponsorizzazione, nel primo caso, e nel secondo che non dovrà seguire il link verso la pagina di atterraggio. Questo fa sì che non venga passato link juice sul sito di destinazione.

 

Come fare una buona link building

Fino ad ora abbiamo visto quando e come ricevere link. Il prossimo passo sarà capire quali link ricevere e con quali anchor text. Le strategie che si possono utilizzare sono tante, di seguito proponiamo una semplice guida con indicazioni di base che sono valide per ogni tipo di azione off-site.

Link buoni e link cattivi: Backlink di qualità

Questo è il primo problema per i link builders principianti: come scegliere i link?

Purtroppo non ci sono link che vanno bene in modo assoluto per tutti i siti. Quando si elabora una strategia è sempre bene considerare il progetto per cui si sta lavorando. Che tipo di contenuto vorremmo spingere? A quale nicchia fa riferimento? A quali domande potrebbe rispondere? A chi potrebbe interessare?

Un buon backlink è quello che arriva da

  • un sito autorevole
  • un sito attinente a quello di destinazione.

Se l’azione di costruzione link è rivolta ad una pagina a tema cibo per cani, ad esempio, sarà meglio cercare di ricevere link da blog che si occupano di pet care.

Ci sono due tipi di siti da cui si possono ricevere link:

  • Siti Generalisti
  • Siti Verticali (dedicati ad un tema in particolare)

Quando scegliere i siti generalisti

I siti generalisti sono tutti quelli che si occupano di news, come i quotidiani locali. In questo caso viene meno il fattore della pertinenza tematica. Ciò nonostante questa opzione non va trascurata e può essere un’ottima scelta in alcuni casi.

un link da un sito generalista dedicato ad una città o provincia può essere molto utile quando:

  • Si ha una strategia di SEO locale e si vorrebbe puntare su keyword geolocalizzate (es: cibo per cani conveniente Napoli).
  • I siti verticali e del settore sono pochi e non c’è modo di ricevere link da loro se non con collaborazioni dal budget molto elevato
  • Il sito generalista è molto autorevole (con una Zoom Authority superiore a 50)

Veniamo qui all’altro fattore che determina una link building di successo: l’autorevolezza del sito.

Come capire se un sito è autorevole?

Molti sviluppatori di tool per la SEO hanno elaborato delle scale per indicare l’authority di un sito. Ognuno utilizza un proprio criterio e prende in considerazione alcuni fattori per elaborare il punteggio di autorevolezza. Tra i parametri più famosi ci sono la Domain Authority (DA) di Moz, la DR di Ahrefs (Domain Rating), la SA di Semrush e la ZA (Zoom Authority) di SEOZoom.

Questi punteggi stanno ad indicare una stima dell’autorevolezza di un sito agli occhi dei motori di ricerca. Solitamente si tratta di un calcolo effettuato associando parametri di traffico, numero di keyword in prima pagina, quantità e qualità backlink , stabilità in SERP.

Per capire se un sito è autorevole possiamo quindi avere già un’indicazione di massima da uno di questi tool. Come fare a capire se il punteggio di authority di un sito è buono? Confrontandolo con quello di siti simili. Se l’authority media dei migliori competitors è tra 25 e 30 allora quella sarà la fascia alla quale puntare.

Per fare una buona link building è bene non limitarsi al punteggio fornito dai tool per scegliere i propri backlink. Ecco alcuni fattori da considerare per l’analisi del sito:

  1. Quantità e qualità dei backlinks. Il sito che dovrebbe avere un link alla nostra pagina da chi riceve link? si tratta di domini autorevoli, magari con estensioni .org o .edu o .gov? Quanto più link juice acquisisce, tanto più ne può trasferire a noi.
  2. Numero di keyword in prima pagina. Se un sito ha una buona percentuale di keyword per le quali è posizionato in prima pagina è un sito che è ben visto dai motori di ricerca ed ha facilità nel posizionarsi in SERP in buone posizioni. C’è quindi una possibilità maggiore che il contenuto che contiene il link al nostro dominio diventi importante, riceva traffico e trasferisca autorevolezza al nostro contenuto.
  3. Distanza dalla Home del contenuto con link. Più un contenuto è vicino alla Homepage che è la pagina più linkata di un sito e quella con maggiore link juice perché la prima e, quindi, la più importante gerarchicamente, più questo avrà possibilità di posizionarsi bene e di avere un effetto positivo per la nostra pagina.

Anchor Text per la link building

Ora che abbiamo capito come scegliere i siti per i backlink passiamo all’altro fattore da tenere in considerazione per una buona strategia SEO off-site: gli anchor text.

Che cos’è l’anchor text?

L’anchor text è la parte testuale e visibile di un link.

Link Building SEO - Anchor Text

Immagine e approfondimenti: https://ahrefs.com/blog/anchor-text/

Uno dei parametri che gli algoritmi di Google analizzano per capire se un link sia spontaneo o meno è proprio l’anchor text. Se una pagina riceve tanti link con lo stesso anchor text è chiaramente sospetto. L’abuso di anchor text identiche alla keyword per la quale vorremmo posizionarci è vivamente sconsigliato. Nel migliore dei casi porta ad una non considerazione del link, rendendo quindi l’azione inutile, nei casi peggiori ad una penalizzazione per l’intero sito. L’approccio migliore è sempre quello che tende ad utilizzare anchor text di varie tipologie.

Principali tipologie di anchor text

  • A corrispondenza esatta: l’anchor Text coincide esattamente con una keyword organica. Esempio: Link Building
  • A corrispondenza parziale: l’anchor text è composta dalla keyword organica unita a parole che seguono o precedono  keyword organica. Esempio: come fare link building
  • Brand: l’anchor text è uguale al nome del brand. Esempio: Estensa
  • Naked URL ( URL nudo): l’anchor text corrisponde all’URL della pagina. Esempio: www.estensa.it/link-building
  • LSI (Latent Semantic Indexing): l’anchor text è costituito da parole chiave correlate (dello stesso campo semantico). Esempio: Strategia SEO per Backlink
  • Immagine: il link è legato ad un’immagine e non ad un testo
  • CTA o generico: l’anchor text è una call to action. Esempio: Clicca qui o Scopri di più

 Posizione dell’anchor text

Come abbiamo detto i motori di ricerca sono dotati di dispositivi di sicurezza contro la link building a pagamento. Uno dei fattori che vengono analizzati per capire se c’è stata manipolazione o meno, oltre alla tipologia di anchor, è quella della posizione. Quest’ultima, infatti, determina il peso del link all’interno di una pagina. Il link più in alto è quello più importante. Per questo spesso i link builders poco esperti tendono ad inserire l’anchor dopo le prime parole. Ricevere tutti i link da anchor che sono in posizione preminente nel testo è considerato sospetto e frutto di manipolazione dall’algoritmo di Google. L’optimum è ricevere link in posizioni diverse da siti diversi.   

Considerazioni e consigli

Per qualsiasi strategia di ottimizzazione sui motori di ricerca sarebbe sempre consigliabile rivolgersi ad esperti e professionisti, almeno fino a che non si sia raggiunto un grado di esperienza e di conoscenza che permettano di muoversi con sicurezza all’interno del campo della SEO. Questo è ancora più importante quando si parla di link building: uno strumento potente che va usato con cura e maneggiato solo da mani esperte. Se hai bisogno di una consulenza sulla tua strategia SEO contattaci per ulteriori informazioni. I nostri SEO Specialist saranno felici di illustrarti quali azioni potremmo mettere in campo per migliorare la visibilità del tuo sito.

 

Per definire il personal branding cos’è, bisogna immaginare un racconto fatto di parole, immagini, video, storie da raccontare per coinvolgere ed emozionare. Un libro da scrivere pagina dopo pagina, in cui il protagonista principale è chi ha deciso di mettersi in gioco in prima persona.

Fare personal branding è una sfida complessa, determinante per liberi professionisti, imprenditori, sportivi, attori, chef e per tante altre figure. Un percorso ormai imprescindibile per chi ha deciso di puntare sul digital marketing per costruire la propria web reputation e creare un’immagine di sè, online e offline, credibile e differenziante.

 

 

Personal branding: come costruire il proprio personal brand

Dopo aver compreso il personal branding cos’è, è importante capire i vari step per costruire il proprio personal brand, come farebbe una marca di successo. Si parte dall’individuazione di quelle che sono le caratteristiche che rendono una persona o un professionista unico, differente dagli altri, con una storia da raccontare che valga davvero la pena seguire. Così come un brand parla di se stesso evidenziando i plus dei prodotti che propone sul mercato, la storia aziendale e i valori che ci sono dietro, chi mette in atto una strategia di personal branding deve saper “vendere” il proprio curriculum, le esperienze, le competenze e aggiungere, in ultimo, un fattore fondamentale per differenziarsi rispetto alla concorrenza: l’empatia.

I social network sono la strada maestra da percorrere in una strategia di personal branding. Non si può pensare di avere successo su Instagram e Facebook (o su Tik Tok per chi vuole puntare sui giovanissimi), senza essere empatici e spontanei. I follower e i potenziali clienti devono potersi riconoscere nella persona che parla e che si mostra. Bisogna essere autentici, autorevoli e credibili se si vuole andare lontano.

Jeff Bezos, CEO di Amazon, definisce il personal branding come “quello che la gente dice di te quando esci dalla stanza”

Bisogna immaginare i social network come un palazzo enorme, con tantissime case, ognuna fatta da molte stanze. Riuscire a visitarle tutte è praticamente impossibile! L’obiettivo di una strategia di personal branding è individuare le stanze in cui abitano i potenziali clienti, capire che linguaggio parlano, che desideri hanno e cosa si aspettano da un esperto nel loro ambito di interesse.

 

Social media strategy per il personal branding

Il personal branding social non è tutto per chi vuole costruire un’immagine forte e autorevole, ma è la parte più importante del viaggio. I social media sono, ormai, il modo più rapido e diretto per parlare al target di riferimento, emozionarlo o divertirlo, coinvolgerlo e costruire opportunità di business e di crescita personale. Il primo passo è la creazione dei profili su Instagram e Facebook; scegliere la giusta immagine profilo sembra facile, ma non lo è. Si vuole essere formali o informali? Affascinanti o simpatici? Professionali o alla mano? Non esiste una sola risposta a queste domande. Dipende da tanti fattori e lo stesso termine “personal” branding fa intuire che si tratta di una scelta che va tarata a seconda del caso. La biografia è un altro elemento su cui occorre trascorrere del tempo, cercando di capire bene cosa è giusto dire e cosa omettere. Ci si vuole limitare al lato professionale o fare accenni alla propria vita privata? Anche in questo caso, non esiste una sola risposta. Molto dipende anche dal taglio che avrà la comunicazione social. Nel caso in cui ci si limiterà a post dallo stile molto formale e di tipo informativo, va da sè che non ha molto senso raccontare troppo della propria vita personale e affettiva e del tempo libero. Al contrario, un profilo che punterà a comunicare con un tone of voice più “smart” e colloquiale, dovrà per forza di cose aprire una finestra sulla vita privata e su interessi che vanno al di là del lato professionale.

Una volta creati i profili e stabilito il tone of voice, vanno individuate le tipologie di contenuti da produrre e da proporre alla propria fan base. Ecco alcuni esempi:

  • contenuti informativi micro: brevi informazioni su argomenti relativi alla professione o attività per cui ci si vuole promuovere. Foto esemplificative di un momento, di un’azione, di un evento con didascalie che vanno a raccontare in modo più dettagliato. Servono a incuriosire, a creare hype e a spingere le persone a seguirci per saperne di più.
  • contenuti di approfondimento: si tratta di post per il blog personale, brevi video o interviste in cui andare a raccontare in maniera approfondita qualcosa che possa essere interessante per il target di riferimento. Qui il lavoro diventa più complesso: bisogna essere coinvolgenti, spigliati, saper parlare in modo esaustivo ma semplice e diretto.
  • contenuti relazionali: sono ancora più diretti e, spesso, creano un’interazione live con la fan base. Dirette in cui rispondere alle domande e alle curiosità degli utenti o in cui si viene intervistati da figure autorevoli di quel settore; brevi video in cui si risponde a domande importanti che ci sono state poste nei commenti ad altri contenuti pubblicati o nel lavoro face to face di tutti i giorni.

Una social media strategy per il personal branding deve puntare su uno storytelling emozionante e coinvolgente e su un efficace visual storytelling: serve coerenza visiva nei contenuti pubblicati, foto e video devono seguire un determinato stile e catturare lo sguardo immediatamente; i contenuti visivi non devono limitarsi a riempire un feed, devono essere la forma accattivante da dare a un contenuto con un’anima e una sua unicità.

Agenzia di personal branding: a chi rivolgersi

Un’agenzia di personal branding deve avere una conoscenza approfondita non solo del digital marketing e dei social network. Fondamentale è avere già un’esperienza consolidata in questo ambito, magari formata su professionisti e figure di diversi settori. Fare consulenza per il personal branding significa anche conoscere le dinamiche e i mutamenti del mercato del lavoro e formarsi continuamente per creare una comunicazione sempre attuale e realmente utile per la fan base.

Estensa in questi anni ha seguito da zero diversi progetti di personal branding, per figure importanti del mondo della medicina, dello sport e della ristorazione. Un know how nel digital marketing messo a disposizione di professionisti con una storia da scoprire e da raccontare.

Se vuoi iniziare anche tu questo viaggio, siamo pronti a fare il primo passo insieme. Contattaci per una consulenza.