Category: web marketing strategie

Google non smette di stupirci quest’anno con le tante novità che riguardano sia le modalità di raccolta dati, in primis l’introduzione di GA4, sia le campagne pubblicitarie. Vediamo quali sono le news più interessanti che riguardano proprio la piattaforma di advertising Google Ads.

Spazio al machine learning e all’automazione: Performance Max

Con le campagne Performance Max, Google conferma la preferenza nell’uso di automazioni e machine learning nelle sue piattaforme con relativa riduzione del controllo dell’utente. Contando sulla ricerca continua in fatto di algoritmi e data collecting, il gigante di Mountain View, punta ad offrire campagne sempre più ottimizzate dalle macchine che possano offrire stime basate su calcoli complessi relativi ad una immensa mole di dati. La scelta su offerta e canale di pubblicazione è sempre più legata alle probabilità di successo stabilite dagli algoritmi.

Che cos’è Performance Max

Performance Max permette di accedere a tutto il proprio inventario Google Ads da una sola campagna. Con questa campagna l’inserzionista può comunicare il proprio messaggio su rete di ricerca, rete Display e Discover, YouTube e Maps.
Il vantaggio principale di Performance Max è appunto quello di aumentare le performance delle campagne, andando ad ottimizzare il budget con scelte sempre più data driven in fatto di canali, tempi e utenti ai quali mostrare gli annunci.

Performance Max: Funzionalità in fase Beta per il 2022

Questa tipologia di campagna è ancora in fase di sperimentazione e l’efficacia sarà valutabile solo quando tutte le funzionalità usciranno dalla fase Beta, probabilmente a metà 2023. Per ora la campagna Performance Max può essere utilizzata per le campagne di ricerca e quelle Google Shopping.
A breve Performance Max sarà disponibile anche per gli obiettivi local, quelli legati ai punti vendita, e per gli Hotel.

Attribuzione data driven in Google Ads: cos’è e cosa cambia

Se siete proprietari di un account Google Ads o web marketing manager probabilmente avete ricevuto una mail nella quale si avvisava che, a partire da Ottobre 2022, il modello di attribuzione del vostro account sarebbe passato automaticamente a quello basato sui dati, salvo indicazioni contrarie da parte vostra. Il modello di attribuzione di Google Ads è il modello in base al quale la piattaforma attribuisce le azioni di conversione. Fino ad oggi quello predefinito di Google Ads era quella dell’ultimo clic: la conversione viene attribuita interamente all’ultimo clic di interazione con l’annuncio. Con il modello basato sui dati, invece, l’attribuzione viene fatta sulla base dei dati derivanti dalle modalità di interazione dei clienti, andando ad attribuire proporzionalmente il merito tra i vari touchpoints.

Sintesi Vocale per i video Youtube

Da Luglio 2022 Google Ads permette agli inserzionisti di introdurre in modo facile e veloce una voce fuori campo negli annunci video. Perché? Dagli studi effettuati dal colosso americano, l’audio è un elemento fondamentale per l’engagement del pubblico. Ma Google non si limita a darci la possibilità di inserire una voce fuori campo, mette a disposizione un sintetizzatore vocale che trasforma il testo in una traccia audio. Per far sì che la voice over non stoni con l’immagine e l’asset comunicativo del brand sponsorizzato, al momento Google Ads mette a disposizione una selezione di 7 voci (4 maschili e 3 femminili). C’è però una “brutta notizia”, la funzionalità non è ancora disponibile in italiano. Per ora le sintesi vocali che potrete trovare saranno in inglese (statunitense),coreano, filippino, francese, hindi, indonesiano, malese, mandarino, spagnolo e svedese.

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Le attività locali che intendono emergere nel vasto panorama concorrenziale e diventare visibili nei risultati di ricerca Google a livello locale, devono dotarsi di una strategia specifica per il posizionamento sui motori di ricerca: la cosiddetta local SEO. 

Local SEO: cos’è

La SEO locale è una strategia di ottimizzazione di un sito per apparire nei risultati di ricerca locale sui motori di ricerca. Prima di parlare di come fare local SEO è necessario approfondire meglio quali siano i fattori di posizionamento a livello locale e come Google sceglie cosa mostrare e quando.

Che cosa si intende per ricerca locale?

è quella effettuata da un utente che sta cercando un’attività nelle vicinanze del luogo in cui si trova oppure in una determinata località geografica.

Nel primo caso rientrano quelle ricerche, effettuate tramite smartphone e dispositivi mobili con geolocalizzazione attivata, in cui un utente digita una chiave di ricerca inerente la tipologia di attività come ad esempio ristorante o hotel. In questo caso Google va a restituire una lista di attività che rientrano in quella categoria e che si trovano vicine al punto in cui si trova chi ha effettuato la ricerca.

Nel secondo caso, invece, rientrano quelle query in cui sia presente una parola riferita ad una specifica località geografica, come ad esempio ristorante Napoli o hotel napoli centro.

Come è fatta una pagina di risultati di ricerca locale su Google?

La pagina dei risultati di una ricerca locale di Google  è composta sia dagli snippet standard (i box con titolo della pagina e link ai siti), sia dalle schede my business delle attività con i posizionamenti migliori (in base a quella specifica ricerca per quello specifico utente), sia da risultati di Google Maps. Gli utenti che sono in movimento e che stanno utilizzando il navigatore di Google Maps, nella maggior parte dei casi preferiscono  effettuare la ricerca direttamente dall’applicazione, non passando per la ricerca tramite browser google.

Quali fattori considera Google per il posizionamento nei risultati di ricerca locale?

Pertinenza: il livello di corrispondenza di un profilo dell’attività locale con la ricerca di un utente. Per questo è molto importante inserire informazioni dettagliate sui servizi e sui prodotti che siano scritte sulla base di una corrispondenza con le ricerche effettuate dagli utenti.
Distanza: quanto dista ogni potenziale risultato dalla località ricercata
Evidenza: Notorietà dell’attività. Per il calcolo del punteggio vengono considerati dati presenti sul Web, ad esempio link, articoli e directory. Nel posizionamento dei risultati di ricerca locale vengono considerati il numero e il punteggio delle recensioni Google. Più numerose saranno le recensioni e le valutazioni positive, migliore sarà il posizionamento nei risultati di ricerca locale di un’attività

Perché la Local SEO è importante?

A rispondere a questa domanda è proprio Google che pubblica uno studio dal titolo Understanding consumers’ local search behavior, nel quale appare evidente quale opportunità considerevole sia la ricerca locale per ogni attività. Non si parla solo di intercettare potenziali clienti ma di sfruttare un canale che ha un altissimo tasso di conversione. Ecco alcuni dati:

  • il 56% delle ricerche in movimento hanno intento locale
  • il 50% degli utenti che hanno effettuato una ricerca locale sul loro cellulare hanno visitato il negozio nella stessa giornata.
  • Le ricerche locali ha un tasso di conversione più alto delle ricerche non locali ; Il 18% delle ricerche locali via smartphone conducono all’acquisto entro le 24 ore vs 7% delle ricerche non locali

Se vuoi cogliere tutte le opportunità offerte dalla ricerca locale e cerchi un’agenzia SEO a Napoli, contattaci. I nostri consulenti SEO sono a tua disposizione per iniziare sin da subito ad aumentare la tua visibilità online.

Guida base per la Local SEO

Una volta compresi i vantaggi della local SEO e quali fattori determinano la scelta di Google  vediamo come attuare una strategia efficace di ottimizzazione per la ricerca locale.

Ottimizzazione SEO Mobile First sulle pagine di atterraggio

Da tempo Google ha reso noto che le performance di caricamento e la UX mobile siano fattori che influiscono sul posizionamento delle pagine e dei siti. Per la ricerca locale sono, chiaramente, ancora più importanti visto che quest’ultima viene effettuata nella maggior parte dei casi proprio da dispositivi mobili. La prima azione da intraprendere in una strategia di Local SEO è quindi quella di ottimizzare le pagine del sito in un’ottica mobile first.

La prima cosa da fare è quindi eseguire un’analisi della pagina con lo strumento dedicato di Google: Page Speed Insight. Questo ci restituirà una serie di parametri sui quali dovremo andare a lavorare, qualora non siano soddisfacenti:

  • Core Web Vitals
  • Prestazioni. Un punteggio calcolato in base a diverse metriche di velocità di caricamento di contenuti, script e parti della pagina

A questi va poi aggiunta un’analisi via Google Search Console all’interno dei rapporti sull’esperienza:

  • Esperienza sulle pagine
  • Usabilità sui dispositivi mobili. In questa sezione potete scoprire se il vostro testo è troppo piccolo da leggere, se ha elementi selezionabili troppo vicini tra loro o contenuti più grandi rispetto allo schermo.

Ottimizzazione on-page in ottica Local

La pagina di atterraggio corrispondente alle ricerche degli utenti avrà maggiori possibilità di posizionamento se il suo contenuto sarà pensato, studiato e prodotto per comunicare al motore di ricerca che si tratta di un’attività locale e qual è l’area alla quale si rivolge. In questo caso i tag della pagina andranno ottimizzati andando a pensare quali siano i termini di ricerca degli utenti, andando magari a puntare su parole chiave più lunghe che intercettino utenti che sono interessati a particolari caratteristiche o servizi. Un esempio di tag title per un hotel di Napoli con camere vicino ai principali punti di collegamento con le Isole del golfo potrebbe quindi essere Hotel Napoli vicino al porto al posto del solito Hotel Napoli.

Nel testo della pagina sarà quindi importante inserire tutte le parole chiave che riflettano ricerche specifiche.

Ottimizzazione scheda My Business

La scheda Google My Business è un altro elemento che va a comunicare ai motori di ricerca, in primis Google, il luogo in cui viene esercitata una attività. Per creare una buona scheda My Business, ottimizzata in ottica SEO è importante:

  • Inserire il cosiddetto NAP (Name, Adress, Phone Number) e che questo sia corrispondente a quello del sito
  • Scegliere categoria attinente
  • Caricare foto di alta qualità
  • Curare le recensioni e rispondere alle domande

Iscrizione alle directory locali e OTA

Online sono presenti molti database che raccolgono informazioni sulle attività locali. L’iscrizione a queste ultime è solitamente gratuita ed è un modo per comunicare a Google il carattere locale del business. Inserire il proprio sito web, inoltre, costituisce un’operazione di link building a tutti gli effetti. Quando si crea la scheda della propria attività all’interno di una directory è importante inserire anche una descrizione SEO oriented e scegliere campi di attività affini. In questo modo il motore di ricerca troverà informazioni coerenti online e identificherà con maggiore facilità i servizi offerti. La directory più famosa in Italia è Paginegialle.it.

Per il posizionamento per le ricerche locali nell’ambito del turismo e dei viaggi Google prende in considerazione per il fattore di evidenza anche link ricevuti dalle OTA, le Online Travel Agency; tra le più celebri Booking.com, Airbnb ed Expedia.

L’importanza della SEO e dell’ottimizzazione sui motori di ricerca è ormai universalmente riconosciuta e migliaia di parole sono state dedicate a questo argomento. Il fatto che ogni sito o e-commerce debba, un giorno, confrontarsi con questo aspetto non è più in discussione e, anche i più conservatori, si stanno rivolgendo a web agency per il miglioramento dei propri posizionamenti nei risultati di ricerca. Tra le tante azioni che possono essere messe in campo nell’ambito di una strategia di ottimizzazione e posizionamento c’è la link building. Se cerchi un’agenzia  SEO a Napoli, contattaci; potremo darti informazioni sui servizi e sulle opportunità di ottimizzazione del tuo sito.

Quando si fa link building SEO?

Una volta effettuato un lavoro on-site appropriato, con azioni mirate al miglioramento delle performance Technical SEO del sito e con l’ottimizzazione di contenuti e consolidamento della struttura di link interni, capita di trovarsi di fronte a risultati non eccellenti.

All’interno della SERP (pagina dei risultati di ricerca) la nostra pagina non riesce a salire anche se il nostro sito sembra essere migliore dei competitors dal punto di vista sia informativo che di esperienza dell’utente. A questo punto, quello che si può fare è prendere in considerazioni azioni off-site.

Se, analizzando le pagine con posizionamento migliore, ci si accorge che la quantità e la qualità di link in entrata da siti esterni (backlink) è maggiore della nostra, una delle strategie di SEO off-site può essere la link building. Quest’ultima quindi viene presa in considerazione ad ultimazione e in concomitanza con altre operazioni di ottimizzazione che non vanno mai trascurate. La link building può dare i suoi frutti solo se alla base è presente un sito SEO-friendly e concepito secondo le best practices di Google.

Se alla vostra check list non manca più nulla e volete addentrarvi nello sterminato universo della link building sarà bene prima essere preparati, sapere che cos’è, quali sono i fattori da prendere in considerazione e quali sono le tecniche principali che si possono adottare.

Che cos’è la link building?

Costruire link (collegamenti ipertestuali), detti backlink, che dal web conducano al sito che ci interessa allo scopo di migliorarne il posizionamento online. Perché è importanti avere link? Per rispondere a questa domanda in maniera esauriente dobbiamo andare alla radice della logica che ha ispirato Google e, di conseguenza, tutti gli altri motori di ricerca.

Che cosa vuole Google? Vuole fornire risultati di ricerca pertinenti, informativi e rilevanti per uno specifico utente che sta effettuando una specifica ricerca.

Ma come fa Google a sapere che un articolo online dice la verità e che è affidabile? Come sa che un contenuto è davvero importante?

Visto che non esiste una banca dati delle verità assolute ed incontestabili, il motore di ricerca utilizza la stessa logica del mondo accademico: quella del controllo collettivo. Se riviste e accademici, che a loro volta sono considerati autorevoli, citano un dato contributo, allora quest’ultimo sarà affidabile. Il link o la citazione non sono altro che un riconoscimento di affidabilità di un testo, che sia esso stampato o pubblicato online. Non tutti i link, però, sono uguali.

Come fare link building

Una volta appurato che la link building potrebbe essere la parte che manca alla strategia SEO viene da chiedersi: come si fa a ricevere link? 

Come ricevere link

Per i motori di ricerca la link building si dovrebbe basare sulla ricezione naturale; il gestore di un sito o un qualsiasi utente di un forum dovrebbe semplicemente aver trovato il nostro contenuto e inserire un collegamento ad esso all’interno della propria pagina o contributo. Questo scenario vi sembra surreale? Non lo è così tanto. Occorre lavorare duramente per arrivarci e aver ben chiaro che tipo di valore si vuole offrire alla rete.

Se si è scrupolosi nella definizione di contenuti, si scrive in modo comprensibile, si offre un’esperienza appropriata ma, soprattutto, si offrono risorse originali e davvero ben articolate è possibile ricevere link naturali. Un altro fattore che può influire è la notorietà del brand o dei prodotti che si crea online su piattaforme social e offline. Se quello che facciamo piace i link naturali arriveranno e sarà un ottimo segnale per capire che stiamo andando nella direzione giusta.

Guest post

Il guest post è un articolo scritto da noi che viene ospitato sul blog o sul sito di un’altra persona. Si tratta quindi di una collaborazione occasionale con un altro produttore di contenuti attinenti a quelli da noi prodotti. I blogger sono sempre interessati ad offrire contenuti interessanti per attirare audience e possono essere quindi propensi a ricevere articoli da esperti nel settore che coinvolge i propri utenti.

Contattando gli autori o i gestori di un blog, quindi, è possibile proporre un proprio contributo da pubblicare. In questo modo si avrà la possibilità di ricevere link da un sito che tratta di argomenti affini al nostro o correlati. Se, ad esempio, siete esperti di link building andrete un blog dedicato alla SEO potrebbe essere interessato a pubblicare i vostri articoli per avere contenuti univoci ed unici che saranno premiati da utenti e Google.

Directory

Le directory sono delle piattaforme che contengono dei database di altri siti al proprio interno. Online ne troverete tantissime. Tra le più famose in Italia ci sono Cylex, Freeonline e Pagine Gialle. Questi siti offrono la possibilità gratuita o a pagamento di creare una scheda per la propria attività e di inserire all’interno un link ad essa.

Pubbliredazionale e Article Marketing

In questo caso parliamo di articoli che vengono pubblicati su richiesta su siti esterni solitamente dietro pagamento. Questo tipo di soluzione non è accettata né da Google, né dai motori di ricerca in generale perché la compravendita va ad influenzare i risultati di ricerca e a premiare contenuti non meritevoli. La pubblicazione di un articolo dedicato ad un brand o ad un’attività, chiaramente, non è vietato. La sponsorizzazione online su siti terzi è del tutto legittima ma Google prevede che il link abbia indicazione sponsored oppure  nofollow. Queste indicazioni, presenti all’interno del codice html della pagina, comunicano ai crawler che il link è frutto di una sponsorizzazione, nel primo caso, e nel secondo che non dovrà seguire il link verso la pagina di atterraggio. Questo fa sì che non venga passato link juice sul sito di destinazione.

 

Come fare una buona link building

Fino ad ora abbiamo visto quando e come ricevere link. Il prossimo passo sarà capire quali link ricevere e con quali anchor text. Le strategie che si possono utilizzare sono tante, di seguito proponiamo una semplice guida con indicazioni di base che sono valide per ogni tipo di azione off-site.

Link buoni e link cattivi: Backlink di qualità

Questo è il primo problema per i link builders principianti: come scegliere i link?

Purtroppo non ci sono link che vanno bene in modo assoluto per tutti i siti. Quando si elabora una strategia è sempre bene considerare il progetto per cui si sta lavorando. Che tipo di contenuto vorremmo spingere? A quale nicchia fa riferimento? A quali domande potrebbe rispondere? A chi potrebbe interessare?

Un buon backlink è quello che arriva da

  • un sito autorevole
  • un sito attinente a quello di destinazione.

Se l’azione di costruzione link è rivolta ad una pagina a tema cibo per cani, ad esempio, sarà meglio cercare di ricevere link da blog che si occupano di pet care.

Ci sono due tipi di siti da cui si possono ricevere link:

  • Siti Generalisti
  • Siti Verticali (dedicati ad un tema in particolare)

Quando scegliere i siti generalisti

I siti generalisti sono tutti quelli che si occupano di news, come i quotidiani locali. In questo caso viene meno il fattore della pertinenza tematica. Ciò nonostante questa opzione non va trascurata e può essere un’ottima scelta in alcuni casi.

un link da un sito generalista dedicato ad una città o provincia può essere molto utile quando:

  • Si ha una strategia di SEO locale e si vorrebbe puntare su keyword geolocalizzate (es: cibo per cani conveniente Napoli).
  • I siti verticali e del settore sono pochi e non c’è modo di ricevere link da loro se non con collaborazioni dal budget molto elevato
  • Il sito generalista è molto autorevole (con una Zoom Authority superiore a 50)

Veniamo qui all’altro fattore che determina una link building di successo: l’autorevolezza del sito.

Come capire se un sito è autorevole?

Molti sviluppatori di tool per la SEO hanno elaborato delle scale per indicare l’authority di un sito. Ognuno utilizza un proprio criterio e prende in considerazione alcuni fattori per elaborare il punteggio di autorevolezza. Tra i parametri più famosi ci sono la Domain Authority (DA) di Moz, la DR di Ahrefs (Domain Rating), la SA di Semrush e la ZA (Zoom Authority) di SEOZoom.

Questi punteggi stanno ad indicare una stima dell’autorevolezza di un sito agli occhi dei motori di ricerca. Solitamente si tratta di un calcolo effettuato associando parametri di traffico, numero di keyword in prima pagina, quantità e qualità backlink , stabilità in SERP.

Per capire se un sito è autorevole possiamo quindi avere già un’indicazione di massima da uno di questi tool. Come fare a capire se il punteggio di authority di un sito è buono? Confrontandolo con quello di siti simili. Se l’authority media dei migliori competitors è tra 25 e 30 allora quella sarà la fascia alla quale puntare.

Per fare una buona link building è bene non limitarsi al punteggio fornito dai tool per scegliere i propri backlink. Ecco alcuni fattori da considerare per l’analisi del sito:

  1. Quantità e qualità dei backlinks. Il sito che dovrebbe avere un link alla nostra pagina da chi riceve link? si tratta di domini autorevoli, magari con estensioni .org o .edu o .gov? Quanto più link juice acquisisce, tanto più ne può trasferire a noi.
  2. Numero di keyword in prima pagina. Se un sito ha una buona percentuale di keyword per le quali è posizionato in prima pagina è un sito che è ben visto dai motori di ricerca ed ha facilità nel posizionarsi in SERP in buone posizioni. C’è quindi una possibilità maggiore che il contenuto che contiene il link al nostro dominio diventi importante, riceva traffico e trasferisca autorevolezza al nostro contenuto.
  3. Distanza dalla Home del contenuto con link. Più un contenuto è vicino alla Homepage che è la pagina più linkata di un sito e quella con maggiore link juice perché la prima e, quindi, la più importante gerarchicamente, più questo avrà possibilità di posizionarsi bene e di avere un effetto positivo per la nostra pagina.

Anchor Text per la link building

Ora che abbiamo capito come scegliere i siti per i backlink passiamo all’altro fattore da tenere in considerazione per una buona strategia SEO off-site: gli anchor text.

Che cos’è l’anchor text?

L’anchor text è la parte testuale e visibile di un link.

Link Building SEO - Anchor Text

Immagine e approfondimenti: https://ahrefs.com/blog/anchor-text/

Uno dei parametri che gli algoritmi di Google analizzano per capire se un link sia spontaneo o meno è proprio l’anchor text. Se una pagina riceve tanti link con lo stesso anchor text è chiaramente sospetto. L’abuso di anchor text identiche alla keyword per la quale vorremmo posizionarci è vivamente sconsigliato. Nel migliore dei casi porta ad una non considerazione del link, rendendo quindi l’azione inutile, nei casi peggiori ad una penalizzazione per l’intero sito. L’approccio migliore è sempre quello che tende ad utilizzare anchor text di varie tipologie.

Principali tipologie di anchor text

  • A corrispondenza esatta: l’anchor Text coincide esattamente con una keyword organica. Esempio: Link Building
  • A corrispondenza parziale: l’anchor text è composta dalla keyword organica unita a parole che seguono o precedono  keyword organica. Esempio: come fare link building
  • Brand: l’anchor text è uguale al nome del brand. Esempio: Estensa
  • Naked URL ( URL nudo): l’anchor text corrisponde all’URL della pagina. Esempio: www.estensa.it/link-building
  • LSI (Latent Semantic Indexing): l’anchor text è costituito da parole chiave correlate (dello stesso campo semantico). Esempio: Strategia SEO per Backlink
  • Immagine: il link è legato ad un’immagine e non ad un testo
  • CTA o generico: l’anchor text è una call to action. Esempio: Clicca qui o Scopri di più

 Posizione dell’anchor text

Come abbiamo detto i motori di ricerca sono dotati di dispositivi di sicurezza contro la link building a pagamento. Uno dei fattori che vengono analizzati per capire se c’è stata manipolazione o meno, oltre alla tipologia di anchor, è quella della posizione. Quest’ultima, infatti, determina il peso del link all’interno di una pagina. Il link più in alto è quello più importante. Per questo spesso i link builders poco esperti tendono ad inserire l’anchor dopo le prime parole. Ricevere tutti i link da anchor che sono in posizione preminente nel testo è considerato sospetto e frutto di manipolazione dall’algoritmo di Google. L’optimum è ricevere link in posizioni diverse da siti diversi.   

Considerazioni e consigli

Per qualsiasi strategia di ottimizzazione sui motori di ricerca sarebbe sempre consigliabile rivolgersi ad esperti e professionisti, almeno fino a che non si sia raggiunto un grado di esperienza e di conoscenza che permettano di muoversi con sicurezza all’interno del campo della SEO. Questo è ancora più importante quando si parla di link building: uno strumento potente che va usato con cura e maneggiato solo da mani esperte. Se hai bisogno di una consulenza sulla tua strategia SEO contattaci per ulteriori informazioni. I nostri SEO Specialist saranno felici di illustrarti quali azioni potremmo mettere in campo per migliorare la visibilità del tuo sito.

 

Se si ha un’attività, di qualunque genere, è essenziale essere presente su Google con una scheda Google My Business.
Perché è importante? Se fornita delle giuste indicazioni, la scheda My Business della tua attività comparirà nella serp (risultati di ricerca) degli utenti che hanno fatto una certa domanda.

Avere una scheda My Business completa vuol dare informazioni precise e aggiornate sui servizi forniti dalla tua attività, incuriosendo l’utente e spingendolo a comprare o a contattarti.

Se non hai ancora creato la tua scheda, ti consigliamo di leggere i punti che seguono, per creare fin da subito una scheda ottimizzata e funzionale. Se ne hai una, ti consigliamo comunque di proseguire la lettura per sapere come migliorarla.

Crea il tuo profilo

Prima di tutto crea la tua scheda Google My Business qui. In seguito lo troverai a destra della tua pagina Google, nel menu per accedere a tutti gli strumenti ( gmail, drive, foto ecc..).
Se cliccando il nome della tua azienda questa esce allora reclamala, per poi procedere. Se non esce, inseriscila tu.

Importante è che il nome inserito sia esattamente quello della tua azienda, non usare escamotage o parole chiave, non serve cercare di fare i furbi con Google. Così facendo, come scritto anche da regolamento, si rischia solo di essere penalizzati.

Scegli la categoria del tuo business e il tipo di attività

Seleziona la categoria alla quale appartiene il tuo business, es. “ristorazione” per poi specificare meglio alla voce “Tipo di attività” la specificità della tua attività. Qui puoi essere preciso.
Se hai un’attività che offre un local business e opera entro un raggio limite dalla sede, comunicalo in Business Location, questo sarà utile per due motivi:

  1. dai un’informazione chiara
  2. uscirai tra i risultati della serp solo di chi rientra in quel raggio.

Se la tua attività opera a livello nazionale, allora non serve specificare il raggio.
Ricorda: è solo per i local business!

Aggiungi orari di lavoro e ferie

A Google piacciono le informazioni, si sà, questo perché più informazioni vengono fornite, migliori saranno le performance del tuo profilo, rendendo un ottimo servizio sia a te che all’utente; entrambi sarete felici e questo fa la felicità ( e la forza ) di Google!

Non dimenticare di aggiungere quindi gli orari di apertura, chiusura e eventualmente le ferie. Un utente che sta per recarsi presso la tua attività, potrà in pochi secondi sapere se sei aperto.

Informazioni di contatto

Le informazioni di contatto sono altrettanto utili. Telefono e email, permettono con una ricerca veloce e un tasto da premere direttamente dallo smartphone, di mettere in contatto l’utente con la tua attività, per info o appuntamenti.
Non dimenticare di inserire anche l’indirizzo del tuo sito web!

Aggiungi foto

Anche le foto sono utili. Ricorda sempre di aggiornarle, se non le inserisci tu, Google aggiungerà di default quelle di street view, ma considerando gli aggiornamenti di quel tipo di immagini rischi che la tua attività non si veda, perché precedenti o penalizzata dalla pessima qualità.
Quindi aggiungi foto sia di esterni che di interni curati, stiamo parlando pur sempre di una vetrina, devi dare il meglio di te!

Aggiungi prodotti

Inserisci i prodotti che vendi, utilizza Google My Business come un’ulteriore vetrina per vendere i tuoi prodotti o servizi.
Puoi anche aggiungere promozioni, sconti, insomma far sapere in tempo reale delle campagne promozionali attive.

Abilita i messaggi

Guardando la dashboard, nell’elenco delle funzioni che trovi a sinistra, vedrai che c’è la voce messaggi. Non dimenticare di attivare questa funzione, un modo veloce per farti scrivere.

Leggi le domande poste dagli utenti

Google dà la possibilità agli utenti di fare delle domande sulla tua attività. Cerca di rispondere sempre ma cosa più importante usale per capire quali informazioni inserire.
Se l’utente fa una domanda è perché non ha trovato quell’informazione nella tua scheda.
Usale quindi per migliorarla.

Ricevi recensioni

Che gli utenti prima di affidarsi ad un professionista di qualunque settore o di acquistare un prodotto si leggano pro e contro espressi dagli utenti nelle recensioni, è un dato di fatto.
Le opinioni lasciate sul Google My Business dagli utenti sono tra le prime cose che si vedono e leggono. Invita quindi i tuoi clienti a lasciare un’opinione sul tuo servizio, così come è positivo che lascino foto o video dei momenti trascorsi nella tua attività o dei prodotti acquistati.

Scopri la provenienza dei tuoi utenti

Utili sono anche gli strumenti statistici messi a disposizione da Google My Business. Ben presto comincerai ad avere informazioni sugli utenti che visitano la scheda della tua attività, quali azioni compiono (chiamata, messaggio, sito web ecc..) o da quale zona provengono, dandoti il Cap di riferimento.
Questo dato può esserti utile per conoscere meglio la tua utenza oltre che a poter essere utilizzato in caso di campagne sia Google ads che Facebook ads.

Ora sei convinto che avere uno strumento come Google My Business sia importante per la tua azienda? Cosa ancora più importante è tenerlo sempre aggiornato.

Vuoi scoprire quali altri strumenti possono aiutare a far crescere il tuo business? Contattaci, saremo felici di mettere a disposizione della tua azienda la nostra professionalità.

Con oltre 800 milioni di utenti e una crescita globale costante, Tiktok è sicuramente il social network del momento e il mondo del social media marketing gli sta prestando sempre più attenzione.
La piattaforma di video sharing cinese infatti, grazie anche al lockdown che ha tenuto a casa milioni di persone per mesi, ha ampliato il suo target di riferimento e sta consolidando la sua presenza nell’ambito digitale, nonostante i tentativi dei competitor di offrire lo stesso prodotto – Instagram Reels ne è un esempio –

La diffusione del social ha spinto i suoi creatori a lanciare un programma di retribuzione per i creator più seguiti e a strutturare l’advertising tramite uno strumento di web marketing simile al Facebook Business Manager.

Vediamo insieme quando e come sfruttare al meglio Tiktok per aziende.

Cos’è Tiktok

Il social del momento è una piattaforma per creare e condividere video brevi, dai 15 ai 20 secondi. Le tipologie di video sono diverse. Le più utilizzate sono:

  • Balli, con coreografie semplici e facilmente replicabili;
  • Lip sync, cioè video in cui l’utente, partendo da un audio già impostato, muove le labbra in sincrono con l’audio, facendo un vero e proprio doppiaggio
  • Transition, video in cui l’utente mostra una trasformazione (nell’abbigliamento, nella posizione), grazie alla possibilità di interrompere il video. Si tratta di un vero e proprio montaggio video che può eseguito in modo amatoriale.

I video possono essere modificati all’interno della piattaforma stessa o puoi affidarti ad altri programmi di video editing. Tra i vari, uno dei siti (e app) più utilizzati per creare o modificare video è Canva. All’interno della piattaforma, vi è una banca immagini e video ricca di materiale per poter creare video da poter utilizzare a scopo commerciale, clip per poter far accrescere aziende no-profit, per far conoscere le proprie potenzialità (che sia un’azienda o un influencer). Puoi prendere un po’ d’ispirazione esplorando i modelli video di Canva.

L’app si utilizza in maniera molto intuitiva, grazie alle sezioni divise per azione:

  • Home, per visualizzare video degli utenti seguiti e quelli suggeriti da Tiktok (sezione Per te) in base agli interessi di ricerca e ai contenuti che abbiamo visualizzato di più;
  • Scopri, per effettuare ricerche su hashtag, argomenti e trend più popolari;
  • Aggiungi, per creare video con audio originale o impostando una melodia a scelta disponibile nella vastissima Library;
  • In arrivo, per controllare tutte le interazioni ricevute sui video;
  • Me, per gestire il proprio profilo.

Come funziona Tiktok per aziende

Anche le aziende possono sfruttare Tiktok per incrementare il proprio business, fermo restando che prima di procedere alla creazione di un account aziendale è opportuno effettuare un’analisi di mercato e strutturare una social media strategy ad hoc.

Quando fare marketing su Tiktok

Prima di ideare una strategia Tiktok per aziende si devono prendere in considerazione 2 fattori:

  • Target di riferimento.
    L’utente medio di Tiktok fa parte di una fascia giovane. Se ai suoi esordi era utilizzato soprattutto dagli adolescenti, nel 2020 il bacino si è allargato, inglobando anche utenti tra i 30-35 anni. Con il lockdown il social ha visto l’attivazione anche di profili da parte di adulti, dai 40 ai 50 anni, ma sono in netta minoranza rispetto ai giovani.
    Se questo target è in linea con quello della vostra azienda, allora potete pensare di sfruttare Tiktok con azioni di web marketing.

 

  • Prodotto/servizio.

 

Al momento conviene essere presenti sulla piattaforma solo se si opera in determinati settori di mercato.
I trend riguardano 5 macro settori: 

  1. La moda e il settore fashion in generale;
  2. Il settore beauty;
  3. Le location per eventi. 
  4. Il settore musicale e discografico;
  5. Il settore viaggi e turismo.

Le attività che operano in queste aree possono infatti creare dei contenuti interessanti e coinvolgenti grazie a strumenti di marketing come le  hashtag challenge (creare un hashtag e incitare gli utenti a creare video in risposta).

Tik Tok Ads

Anche su Tiktok è disponibile una funzionalità per creare campagne pubblicitarie e aumentare la propria visibilità: Tiktok for Business.
Lo strumento di marketing è ancora acerbo, vista  la sua recente diffusione a livello globale, ma il Business Manager di Tiktok è molto simile a quello di Facebook.

È possibile infatti impostare la campagna partendo dal contenuto che si vuole pubblicizzare, selezionando il target di riferimento in base a genere, età, interessi, selezionare il budget e monitorare la campagna con un report finale.

Abbiamo visto dunque che, anche se è ai suoi primi passi, Tiktok per aziende è uno strumento di web marketing da seguire con interesse, poiché si sta sviluppando a velocità record. Per intraprendere un viaggio all’interno del mondo di Tiktok e del social marketing in generale è importante però affidarsi a i professionisti del settore. Estensa è il partner ideale per le tue attività di digital marketing. Sempre aggiornati sulle ultime novità, con il nostro know-how frutto di anni di lavoro sul campo, siamo in grado di sviluppare la strategia migliore per il tuo business.

Tik Tok Influencer Marketing

Alla base del successo di Tik Tok c’è Youtube.

Perché Youtube? Semplicemente perché è il canale, social, media e streaming, che ha reso super efficaci i video come strumento di diffusione marketing.

Da anni infatti quando si parla di “conversion rate” e “engagement rate”, bisogna per forza nominare i video come top tools dell’argomento.
Niente coinvolge, trasporta e targhettizza accuratamente gli utenti come i video; non a caso canali come Facebook ed Instagram hanno sempre più focalizzato le loro piattaforme sulla facilità di diffusione dei video.

Tik Tok (originariamente Musical.ly), non ha dovuto invece cambiare, difatti è nata già con i video ed è per questo che è stata un trend fin da subito.
Basa tutta la sua capacità virale di marketing sull’interazione e quindi sulla massimizzazione dell’engagement.

I numeri dei video dei Tik Toker non possono essere ignorati, per alcuni si parla di milioni di visualizzazioni.
La nascita degli influencer è stata quindi una cosa scontata e ha impiegato poco a riservare il proprio spazio tra gli investimenti
e budget di marketing in azienda.

Partendo dal Fashion ed Elettronica, oggi ogni settore è adatto e adattabile a Tik Tok, grazie anche alla vastita di Influencer che creano contenuti di vario tipo.

Il target non è da dimenticare quando si parla di Influencer Marketing; anche qui bisogna puntualizzare che oramai la piattaforma copre sempre di più un range amplio, ripercorrendo le impronte dell’evolzione d Instagram.

Questa panoramica dovrebbe dare modo anche alle altre aziende di poter valutare tik tok come e canale per gli investimento aziendali in marketing ed influencer.

 

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Erano gli anni ’80 quando una nuova strategia di comunicazione iniziò in modo originale e nient’affatto convenzionale a catturare l’attenzione del pubblico: era il guerrilla marketing che muoveva i suoi primi passi. Oggi i più grandi marchi come Volkswagen e Coca Cola ricorrono a questo tipo di marketing non convenzionale per promuovere in modo avvincente i propri prodotti e conquistare il mercato.

L’idea della guerrilla nasce dall’insieme di tante piccole azioni coordinate che partendo dalla conoscenza delle teorie del marketing tradizionale, cercano nuovi canali per comunicare con il cliente e convincerlo a visitare il sito o lo show room e a consigliarlo ad altri.

Difatti il guerrilla marketing ha non solo cambiato il modo di comunicare con il pubblico ma anche stravolto le normali regole di base. Alle famose 4P del marketing se ne sono aggiunte altre 4: penetrazione del mercato, permesso, personalizzazione e professionalità.

  • penetrazione del mercato

A differenza dei tradizionali canali di comunicazione il guerrilla marketing riesce a penetrare nel mercato come nessuno strumento di marketing ha fatto prima. Entra nella vita delle persone, per le strade che percorrono per andare a lavorare, nei bar dove prendono il caffè e li coinvolgono totalmente, penetra in modo diretto nella città e incontrando la gente in modo provocatorio e spiazzante.

  • permesso (permission)

Il guerrilla marketing, per il suo stesso modo di essere, è un tipo di comunicazione basata sul permesso del consumatore di comunicare con lui. Il consumatore non è obbligato ad assistere ad un’attività di guerrilla, come per esempio per gli spot in tv, il consumatore decide di assistere a tale attività. Perché? I motivi sono diversi, perché lo colpisce, ne attira l’attenzione in strada, lo incuriosisce, lo diverte. Ciò ovviamente garantisce una maggiore attenzione al messaggio trasmesso.

  • personalizzazione

La personalizzazione è alla base di una buona attività di guerrilla. Si sceglie un luogo, si individuano gli articoli aziendali più adatti, si sfrutta l’arredo urbano, ogni dettaglio viene personalizzato in base al messaggio che si vuole trasmettere

  • professionalità

L’efficacia di una campagna di guerrilla marketing dipende molto dalla professionalità con cui viene realizzata e con cui genera viralità, indipendentemente dalla qualità dell’idea di base. Infatti lo scopo principale non è solo sorprendere ma essere visibili al più ampio gruppo di persone.

 

E’ difficile dire cosa determini il successo di un’attività di guerrilla marketing rispetto ad un’altra, la particolarità che lo contraddistingue è che questo tipo di comunicazione mira a raggiungere obiettivi convenzionali come le vendite e il profitto tramite tecniche non convenzionali. Secondo P. Kotler, il guerrilla marketing non è altro che il vecchio passaparola. In effetti il successo di una campagna di guerrila si articola proprio nell’alternarsi di queste tre fasi: colpire, conquistare e far parlare di sè.

 

Guerrilla Marketing i principi base

Pur essendo imprevedibile la buona riuscita di una campagna potrà senza dubbio essere d’aiuto puntare su alcuni principi base che sono: la presenza sul maggior numero di media possibili, accompagnata da un’attività costante di monitoraggio e individuazione di nuovi strumenti da considerare; l’energia, tanta energia da impiegare perché una campagna di guerrilla è un marketing continuo, no stop; il network dato che, come per ogni passaparola, le relazioni sono fondamentali; il rispetto prima di tutto quindi mai offendere il consumatore o lasciarsi andare ad attività troppo aggressive; la regolarità delle azioni, di fatto bisognerebbe iniziare le attività di guerrilla al nascere dell’impresa e mai smettere finché essa esiste, ma senza dubbio riscuoterà un altrettanto decoroso successo anche una campagna relativa ad un singolo evento.

 

Forse il guerrilla marketing andrà sempre più affermandosi nell’orizzonte della pubblicità o forse avrà vita limitata a causa della probabile assuefazione del consumatore a messaggi che prima ne catturavano l’attenzione, ma ciò che conta è che oggi ha riportato alla ribalta la centralità del cliente e l’importanza di una comunicazione a 360° che negli ultimi anni erano state per alcuni versi trascurate.

 

 

 

CMS è l’acronimo di Content Management System, un software che permette di gestire in modo semplice, rapido e intuitivo, i contenuti di un sito web. Estensa ha sviluppato un CMS completamente dedicato alle agenzie immobiliari, un software che permette di pubblicizzare le proprie offerte di immobili in vendita o in affitto e di raggiungere nuovi clienti.

Il CMS immobiliare è suddiviso in due aree: un’area pubblica, il sito web, e un’area riservata all’interno della quale l’amministratore del sito e gli utenti autorizzati potranno aggiornare in tempo reale i contenuti, pubblicare le offerte di immobili corredati dalla localizzazione di Google Maps, visualizzare i contatti ricevuti in risposta alle offerte, inviare newsletter e consultare le statistiche d’accesso.

I vantaggi e le funzionalità del CMS Immobiliare

Il CMS Immobiliare porterà notevoli vantaggi al sito web dell’agenzia immobiliare e aiuterà a sviluppare e divulgare una migliore comunicazione web. Diverse innovative funzionalità renderanno il sito web più efficace e i contenuti e le offerte di più semplice fruizione.

Vetrina prodotti

Il CMS Immobiliare consente di creare il sito web dell’agenzia immobiliare proprio come se fosse una vetrina ricca di annunci e offerte. La home page del sito verrà dotata di funzionalità e accorgimenti studiati per rendere la navigazione web quanto il più immediata e intuitiva possibile.

Il sito web verrà dotato di un motore di ricerca interno, capace di filtrare le offerte immobiliari in relazione ai parametri di vendita/affitto, categoria, città, metratura e vani, prezzo.

L’integrazione di Google Maps, dei canali social e dello slider in home page, contenente le principali offerte, contribuiscono alla creazione di un sito web, perfettamente in linea con le specifiche esigenze e desideri della singola agenzia immobiliare.

Integrazione gestionale

Il CMS Immobiliare di Estensa è in grado d’integrare i flussi XML da qualsiasi software gestionale utilizzato dalle agenzie immobiliari. Grazie a questa funzionalità sarà possibile gestire e monitorare il portfolio contatti in modo rapido, immediato e efficace.

Sarà possibile inoltre inserire o modificare tutte le diverse caratteristiche dell’immobile: dalla tipologia di contratto richiesta, alla metratura, passando per la classe energetica e giungendo alla localizzazione su Google Maps.

Il design e il servizio hosting

Il CMS Immobiliare permette di creare un layout del sito web personalizzato e in linea con i desideri dell’agenzia. La grafica verrà curata nei minimi particolari, assicurando quell’architettura che manterrà alto il livello di usabilità da parte degli utenti.

Proprio nell’ottica di una maggiore usabilità, il sito web verrà caricato su servizi di hosting professionali e testati, servizi che assicurano una maggiore stabilità e velocità del portale.

Il mobile

Il sito web verrà realizzato specificamente anche per tablet e smartphone, in modo da assicurare un perfetta navigazione in relazione al singolo device utilizzato per la navigazione web.

Per scoprire di più: www.cmsimmobiliare.it/funzionalita

Una buona strategia di marketing digitale è oggi necessaria per ogni business tanto che il semplice concetto di digital marketing si va evolvendo in un concetto più complesso che è quello del multi-channel marketing.

Il multi-channel marketing non è altro che il marketing multicanale. Immaginiamo che un’azienda acquisti dei cartelloni pubblicitari su un unica strada, essa sarà visibile solo a chi imboccherà quella strada. Se invece l’azienda acquista cartelloni pubblicitari su 3 o 4 strade, triplicherà oppure quadruplicherà il numero di persone per cui sarà visibile. E’ proprio questa la logica del multi-channel marketing: utilizzare più canali possibili così da raggiungere tutti i tipi di target. Per esempio chi utilizza Facebook probabilmente non userà Google Plus, creando un account su entrambi i social si potranno raggiungere entrambi i target.

Ovviamente occupare tutte le “vie” possibili potrebbe comportare uno spreco di energie e risorse finanziarie, per questo occorrerà scegliere quali canali attivare in base al tipo di business praticato e di target ricercato.

La Coca Cola è una multinazionale che nel marketing ha fatto storia, per questo proponiamo la sua case history nel tentativo di rendere più chiaro i principi essenziali di marketing multicanale.

Coca Cola multi-channel marketing: il sito

La coca-cola è un prodotto che ben si adatta ad un target ampio e variegato, e ciò aiuta non poco la realizzazione di un’efficiente multi-channel marketing.

Il primo canale di comunicazione presidiato dalla Coca Cala è ovviamente il suo sito internet. Possedere un sito web di proprietà è importante perché la sola presenza sui social può rivelarsi estremamente labile non essendo essi spazi web di proprietà e di conseguenza soggetti ad inaspettate chiusure.

Coca Cola multi-channel marketing: Facebook

Facebook è il social più usato al mondo, da target di qualsiasi nazionalità ed età. Qualsiasi brand, tanto più uno importante come Coca Cola, non può non essere presente su questo social che diventa il primo canale di comunicazione con i propri clienti o potenziali tali.

Coca Cola multi-channel marketing: Twitter

Twitter è un social dove poter incontrare in particolare influencer, blogger e giornalisti che possono diventare veri e propri testimonial del brand. Su twitter si può dar voce ai propri clienti, raggrupparne le foto e i pensieri sotto un hashtag appositamente creato nonché fare storytelling

Coca Cola multi-channel marketing: Instagram

Instagram è un social che si basa molto sulle emozioni. Soprattutto quando l’azienda offre al mercato un prodotto, questo social diventa particolarmente utile. E’ possibile pubblicare le foto che i clienti scattano con in mano una coca cola oppure raccoglierle sotto un hashtag.

Coca Cola multi-channel marketing: Pinterest

Su Pinterest è possibile creare diverse bacheche a tema, che gli utenti possono condividere o commentare. La Coca Cola sul suo account ha saputo cogliere i momenti più pittoreschi della vita quotidiana che il cliente vive sorseggiando la famosa bevanda, come un picnic o le dure ore di studio o il giorno di San Valentino o una festa con gli amici

 

Coca Cola multi-channel marketing: Youtube

Su Youtube Coca Cola raccoglie tutti gli spot realizzati per la tv e per il web, ovviamente in questo caso si può perfettamente misurare il numero di visualizzazioni e condivisioni e quindi la percentuale di coinvolgimento degli utenti

Quante volte avete desiderato aumentare i vostri followers, aumentare i retweets e migliorare il vostro business su twitter?

Ebbene affinché ciò possa avvenire occorre avere alla mano dati precisi e sicuri da poter valutare per realizzare una adeguata strategia di marketing. Per fare ciò prima di tutto occorre capire cosa possiamo misurare e cosa conviene misurare! Per valutare in modo efficace il proprio twitter marketing riteniamo essenziale valutare alcune variabili come la presenza, l’autorevolezza, l’influenza, l’engagement e il sentiment.

Per presenza non si intende la sola creazione di un account ma la capacità di coinvolgere e crearsi un seguito.

L’autorevolezza è la capacità del brand di creare fiducia nell’utente grazie ad una personalità che genera una forte stima.

Per influenza si fa riferimento alla capacità di agire sull’animo e sulla volontà altrui, influenzandone appunto l’opinione e il modo di vedere le cose.

L’engagement, che in italiano significa “coinvolgimento”, misura il successo del messaggio che si è condiviso con il pubblico e ha come scopo ultimo quello di trasformare gli utenti in clienti.

Invece il sentiment altro non è che ciò che si dice di un brand, insomma il sentimento che i nostri potenziali clienti esprimono per il nostro brand.

 

Come si misurano questi parametri? Di seguito un’interessante infografica sulle più idonee metriche di misurazione.

  • La presenza su twitter va valutata in base al n. totale di follower ma anche il rapporto tra following e follower: più è alto il numero di follower rispetto a quello dei following e maggiore è il valore intrinseco della presenza su twitter
  • Per quanto riguarda l’autorevolezza è bene rifarsi al CTR di ogni link, cioè alla percentuale di click che ogni link registra, unito al numero di condivisione del singolo tweet
  • Quale miglior metodo di misurare l’influenza se non in base alla qualità dell’audienze, il numero di menzioni e in ultimo il tasso settimanale di crescita dei follower
  • Tocca all’engagement! Ebbene, il miglior metodo per misurarlo è rifarsi al numero di menzioni ottenute, nonché retweet e messaggi privati ricevuti
  • Il sentiment invece si può misurare, come è facile intuire, in base al numero di menzioni positive, negative e neutrali raggiunte

Il Twitter Marketing è oggi una priorità per determinati settori di business, e utilizzarlo al meglio significa individuare nuovi potenziali clienti e far crescere il proprio network professionale.

 

Pinterest è un social fondato nel 2010 per la condivisione di foto ed immagini raggruppati in diverse bacheche. Il nome Pinterest deriva da un gioco di parole tra le parole pin e interest che significano appendere e interesse: da qui il concetto di “appendere” i propri interessi in molteplici bacheche.

In questi 5 anni di vita il social si è dimostrato molto amato soprattutto dalle donne e particolarmente popolare per categorie come il cibo, le bevande, l’artigianato e l’abbigliamento.

Va da sé che le aziende operanti in tali settori, potrebbero sfruttare il social per pubblicizzare i propri prodotti, avvicinarsi al cliente e fidelizzarlo. Ecco alcuni consigli utili per usare al meglio questo social network:

  • Creare bacheche con il giusto nome

Insomma il nome è tutto! una volta creato un account bisogna iniziare a realizzare tante bacheche in base alle categorie di prodotti e di servizi offerti. La scelta del nome delle bacheche dovrà essere simpatico ed originale ed enfatizzare al meglio i contenuti offerti

Il pulsante Pinit permette di aggiungere i propri Pin mentre si naviga sul web. E’ consigliabile condividerlo spesso esoprattutto considerando le categorie di maggior interesse per il proprio business

  • Non solo Repin

Non limitarti solo a repinnare le foto di altre bacheche, ma dedica alcuni minuti a scegliere la board e a scrivere qualche riga di descrizione. In mancanza di ciò limitati almeno a cliccare su Like

  • Cerca di essere originale

L’originalità è la chiave del successo in qualsiasi ambito e su qualsiasi social, ma su Pinterest ancora di più. Carica immagini uniche ed emozionali e inserisci sempre il tuo watermark

  • Condividi! Condividi!

La condivisione accresce il proprio pubblico. Su Pinterest come altrove la condivisione non può essere trascurata! Occorre condividere le proprie board un po’ ovunque sul web e non dimenticarti di inserire l’account Pinterest nella tua firma email

  • … e commenta!

Non potrai mai spopolare su un social se non sei il primo ad essere social! Dunque interagisci! Interagisci sempre ed ovunque: commenta, repinna e metti tanti like

  • Gioca con le parole

Nelle poche righe di descrizione giocati il tutto per tutto! Gioca con le parole, descrivi al meglio i tuoi pin e sfrutta gli hashtag

  • Segui le stagioni

Crea board a tema e dedicale alle diverse stagioni. Creale in anticipo creando le board segrete ti permetterà di organizzare al meglio il lavoro e a pubblicare le nuove board in tempo

  • … non dimenticare l’educazione

Ovviamente mai risparmiarsi in ringraziamenti, e cercare sempre di rispondere ai commenti dei follower